Roberta cammina tra i boschi. I suoi movimenti sono lenti, la sua camminata leggera e concentrata. Ascolta musica nelle cuffiette fino ad un certo punto; fino a quando, cioè, guarda con maggiore intensità lo spettacolo naturale che le è intorno: il suo corpo d’improvviso si rilassa, diventa come una piccola Alice. Si siede a terra, gratta la terra, ne sente l’odore; la gratta ancora come se volesse scavare una grande buca. Si alza e cammina, tocca le foglie. Nel suo viso si mescolano curiosità, brillantezza e a tratti malinconia. La voce off che guida la sequenza è la stessa interiore che l’accompagna e le comanda i movimenti. Il pensiero della ragazza è un flashback di pensieri lontani, lucidi, distorti, che mano a mano la portano al momento che ora sta vivendo: Antonio, Erika, lo studio (x), le persone che nella vita l’hanno tradita e di cui aveva molte aspettative, il cinismo con cui ne ha tradite altre per risposta, o per cambiamento comportamentale. Stesa a terra guarda in cima agli alberi, laddove intravede il cielo. Allunga le braccia e gioca nuovamente con la terra, le foglie e in quel momento si concentra su Erika, le sue parole…
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