L’IMPOSSIBILITA’ DELLA RIVOLUZIONE
La sinistra italiana e la destra hanno attaccato il film per ragioni ideologiche. Si tratta di un contrasto di generazioni. Facciamo parte di una generazione che è nata troppo tardi per partecipare alla Resistenza e troppo presto per poter condividere l’ideologia betnik, o cose simili. E noi abbiamo scoperto la politica negli anni della fine dell’impegno. Era un momento di vuoto, è per questo che il mio film è ambiguo e non ho paura di dirlo. Doppiamente ambiguo, perfino: sia su un piano di un certo discorso politico che su quello estetico, del discorso cinematografico. Io credo che i registi, specie quelli giovani, quelli che sono ancora in formazione, non debbano solo prendere coscienza di se stessi in faccia al mondo, alla società, o alla storia, ma anche in faccia al cinema. Bisogna chiedersi cos’è il cinema.
Bisogna chiedersi che cos’è il cinema instancabilmente, anche se non si può rispondere dogmaticamente. Ciò che è meraviglioso è vedere un film e scoprire il “cinema” attraverso quel film. Ho voluto descrivere un personaggio che è un vinto, un’impotente, che crede di essere qualcosa e che non è assolutamente niente. Ad un certo livello, Fabrizio, sono io, come Gina sono io, come Puck sono io, come Cesare sono io. Sono affettuosamente legato a questi personaggi, è una cosa che mi è balzata agli occhi quando ho rivisto il film due anni dopo averlo fatto. Tutti i personaggi sono amati dai registi. Se dovessi fare un film con personaggi veramente negativi, non so troppo bene come la prenderei. Fabrizio è l’impossibilità per un borghese di essere marxista. Egli cristallizza ciò di cui avevo paura quando fecevo il film: la mia propria impotenza ad essere marxista essendo borghese. E’ un problema che non ho ancora risolto: il solo modo di essere marxista, per me, è di aderire al dinamismo, alla vitalità incredibile del proletariato, del popolo, che è la vera forza rivoluzionaria che c’è nel mondo.
Bernardo Bertolucci, le sinistre e le destre hanno attaccato il film per ragioni ideologiche, “Cineforum”, 73 , marzo 1968
Tag: 1968, bertoluccci, ideologia, marxismo, prima della rivoluzione, testimonianza

Giugno 7, 2008 alle 9:56 am |
Allora esistevano uomini che si schieravano, avevano valori e non avevano sopratutto paura d’esporsi. Ci sono molte persone che hanno “lottato” per le loro idee. Oggi molte non sanno neanche cosa sia un’idea…
Ciao, Stefano