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Meddle TV
Posted in Uncategorized on Settembre 9, 2009 by alessandro dionisiRicordi di un cortometraggio – Noir (2007)
Posted in storyboard e foto con i tag alessandro dionisi, alessio trerotoli, cortometraggi, luciano toriello, luigi marani, noir on Maggio 29, 2009 by alessandro dionisiA History of Violence (2005) un film di David Cronenberg
Posted in celluloide, cinema, cinema americano con i tag a history of violence, alessandro dionisi, david cronenberg, maria bello, viggo mortensen on Maggio 4, 2009 by alessandro dionisi





Il film comincia con un unico piano sequenza di 4’, il cui ritmo è languido e lento. Ci sono due uomini all’interno di una autovettura e non capiamo se sono in pericolo o sono pericolosi; inoltre, non sappiamo se dobbiamo preoccuparci per loro, oppure non c’è nulla di cui preoccuparsi. Come rileva il più anziano, nei due intravediamo segni di noia e di stanchezza dovuta dal caldo. Solo quando il ragazzo entra in un Motel, riempie il contenitore d’acqua e non rimane disgustato dal sangue fresco appena versato, il tono del film alza la propria tensione nervosa. Una bambina, unica superstite di una carneficina, esce da una stanza. Il giovane, senza alcun ripensamento, spara e la uccide. Ora il regolamento dei conti è completato. Continua a leggere…
Cinque pezzi Facili (1970) un film di Bob Rafelson
Posted in celluloide, cinema, cinema americano con i tag alessandro dionisi, bob rafelson, cinque pezzi facili, jack nicholson, karen black, recensioni, sogno americano on Aprile 16, 2009 by alessandro dionisi





A cura di Alessandro Dionisi
Cinque pezzi facili, è un piccolo cult appartenente al genere red –movie e conferma la piena ascesa Jack Nicholson un anno dopo l’uscita di Easy Rider. Evidenzia, inoltre, la piena caduta del sogno americano. Il titolo del film allude ai “cinque pezzi facili” di Chopin che il protagonista Robert suona a Catherine prima della fuga finale dell’uomo. Robert Eroica Dupea è un eroe ferito che non riesce a trovare una conciliazione con le regole di base della società delle grandi illusioni e non ha mai avuto un sincero rapporto con il padre, la famiglia e la vita. Dupea è un lupo solitario, sconfitto dai sogni e dalle aspettative. È un vinto davanti un mondo formato da cerchi concentrici così abili a diramarsi e ad inghiottirti. Girovaga dentro la fabbrica dell’immaginario plastificata, chimica, errata, così forte nel poterti lacerare se hai un briciolo di sensibilità, di intuizione.
Scarface : La Rinascita
Posted in cinema americano, testimonianze con i tag Al Pacino, alessandro dionisi, brian de palma, oliver stone, scarface on Febbraio 8, 2009 by alessandro dionisi






Interviste tratte dai contenuti extra dell’omonimo film
Martin Bregman (produttore):Il motivo per cui ho girato Scarface, quello per cui mi è venuto in mente, è che stavo guardando il vecchio film con Paul Muni. Alle 3:00 di mattina, quando non riuscivo a dormire, o quando era sera, ho realizzato che un film come Scarface che presentasse l’ascesa e la caduta di un gangster americano, non era stato più fatto, o perlomeno recentemente. Non dopo Scarface. Avevo fatto vari film con Al Pacino e avevo voluto girare un grande film di gangster in cui lui avesse una parte di questo tipo. Mi accorsi che Scarface, non quello vecchio, che aveva a che fare con l’epoca del proibizionismo, era l’ascesa e la caduta di un gangster: un gangster americano, una dinastia. Ne parlai con Al Pacino e gli dissi: “Hai grandi potenzialità, ma non sò ancora quali”.
[A]livePoetryVision (Festival di Trieste)
Posted in video con i tag alessandro dionisi, fabio orecchini, festival poetry vision, marko vitale, meddletv, [A]live Poetry on Dicembre 2, 2008 by alessandro dionisihttp://lellovoce.altervista.org/spip.php?article1605
La Politique des Auteurs (2 parte)
Posted in cinema francese; nouvelle vague, corsivi sul cinema con i tag la politique des auteurs, nouvelle vague, renoir, truffaut on Novembre 23, 2008 by alessandro dionisiIntervista rilasciata a R.M. Fraschi e Lewis Marshall, “New York Film Bulletin 3″, n.3, estate 1
Lei ha menzionato Tati, Bresson, Max Ophüls, Becker e Renoir..
Vorrei aggiungere Cocteau. Vede, oggi non voglio rinnegare la Politique des Auteurs, tuttavia malgrado tutto bisogna dire che è stata dettata da un’epoca. È intervenuta in un momento in cui era necessaria per la situazione esistente in Francia. Io l’ho praticata e ci credo ancora oggi, ma per un numero molto più limitato di registi. L’assenza di grandi “autori” ci ha portato dieci anni fa anche a inventarne qualcuno: e devo ammettere che forse sono stati parecchi. Adesso ci sono, diciamo, una dozzina di registi dei quali vado sempre a vedere i lavori, di cui seguo sistematicamente i film e che considero favolosi. Ma per gli altri, a differenza del «Figaro» o del «New York Times», penso che ci siano bei Bergman, un Aldrich bello e uno brutto, e che alla fine ci siano poche persone che dominano la situazione.
Lei pensa che la Politique des auteurs sia un mezzo valido per quelli che lavorano..
Per i critici? Certo. Perché si tratta di buoni cineasti con un certo potenziale, e capaci di progredire, quando li si ama, come si amava ai «Cahiers» e si vanno a rivedere i loro film e li si esamina parecchie volte di seguito, allora si può capire in modo più preciso perché hanno fatto questo o quel film e perché quel tale film segna una tappa nell’evoluzione di quest’uomo. Continua a leggere…
VideoIntervista a Enrico Ghezzi
Posted in video con i tag alessandro dionisi, cinema e natura, enrico ghezzi, fabio orecchini, fuori orario, marko vitale, meddletv on Novembre 17, 2008 by alessandro dionisi







