testimonianze

Lo scopone scientifico (1972)

articolo tratto da FilmTv La scienza esatta di Gianni Amelio

Diceva John Huston che la sceneggiatura di un film è come una macchina dove ogni elemento ha la sua importanza e se non c’è niente fuori posto si mette in moto e cammina. Jean Renoir parlava invece di digestione lenta di un’idea: ogni storia si sviluppa per gradi dall’intuizione di partenza, è sempre in cammino fino all’ultimo momento. Non credo (aggiungeva) un uomo sia piantato a terra come un albero, si muove e si muovono le sue idee. Qualche volta l’idea giusta non c’è ancora quando si comincia a scrivere, ma arriva strada facendo, basta saperla aspettare. Oggi c’è chi trova in un film difetti di sceneggiatura, cioè mancanze, vuoti d’aria; e chi invece rimprovera un eccesso di zelo, premeditazione, mestiere. E’ un terreno scivoloso quello del copione, che, a film, finito, dovrebbe dare l’impressione di non essere mai stato scritto. Lo scopone scientifico, scritto da Rodolfo Sonego per Alberto Sordi, sembrò a Comencini così perfetto che il suo lavoro di regista non solo fu più facile del solito ma passò addirittura in secondo piano. Su questo ho i miei dubbi perchè il gran film che venne fuori fu il risultato di più talenti che solo una mano sapiente sarebbe stata in grado di orchestrare. Però è vero che in questo caso già sulla carta i personaggi vivevano di vita propria, e la storia è di quelle che fotografano al primo colpo l’aria del tempo , gli umori di una società. Nella vicenda dei due sottoproletari romani che ogni anno si giocano a carte la propria miseria e quella di un’intera baraccopoli con un’eccentrica miliardaria americana, ci sono gli estri feroci del miglior cinema italiano di costume e la scansione magistrale della coppia Wilder/Diamond in film come L’appartamento o Baciami, stupido. Una sequenza in particolare resta nella memoria resta nella memoria e svela il senso del discorso: quando la riccstra Bette Davis subisce un tentativo di furto, Alberto Sordi corre disperato nella sua villa a vedere come sta (ha paura che sia morta e che la speranza di diventare ricco se ne sia andata con lei). Ma mentre la miliardaria è comprensiva verso i due poveracci che hanno tentato maldestramente di derubarla, lui dice che sono degli ignoranti, degli spostati: si mette cioè dalla parte di lei rinnegando i suoi compagni di borgata. Davvero non esagerava Comencini affermando che Lo scopone scientifico è un film sul potere e sulla lotta di classe.

Produzione: Italia, 1972 Regia: Luigi Comencini Sceneggiatura: Rodolfo Sonego Cast: Alberto Sordi (Peppino), Silvana Mangano (Antonia), Joseph Cotten (George), Bette Davis (la signora), Domenico Modugno (Ricchetto), Mario Carotenuto (il professore), Antonella Di Maggio (Cleopatra), Daniele Dublino (il parroco) Franca Scagnetti (Pasqualina), Dalila Di Lazzaro (infermiera) Fotografia: Giuseppe Ruzzolini Scenografia: Luigi Scaccianoce Montaggio: Nino Baragli Musica: Piero Piccino Costumi: Bruna Parmesan

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