Monica e il desiderio – Ingmar Bergman

Monica e Il desiderio (1953)

Il viaggio rappresenta, in questo film di Ingmar Bergman, il desiderio di fuga da parte di Monica (interpretata da un’eccellente Harriet Andersson), una ragazza di 18 anni, proveniente da una famiglia proletaria e sempre più in difficoltà di convivenza, all’interno di una Stoccolma inaridita e piccolo centro di voci, curiosità, pettegolezzi, all’ordine del giorno.
Il grande centro si restringe, dunque, in un melanconico e ripetitivo stile di vita; centro per la ragazza di un mondo morto, ma luogo dove conosce Harry, un giovane di 19 anni, anch’egli insofferente di fronte ad una città che lo schiaccia. Quest’ultimo però vive la propria solitudine in maniera diversa, occupato perennemente con i sensi di colpa che lo inibiscono di fronte ad un desiderio forte di evasione.Harry, trattato male sul posto di lavoro, decide di fuggire insieme a Monica e al suo desiderio portato all’estremo. Ma i due vivono il sogno diversamente: per il ragazzo dovrà essere un’estate di passione, mentre per la giovane una definitiva estasi romantica da vivere in solitudine per non rimanere soffocata dalla realtà. Il mondo fantastico di Monica coinvolge pienamente Harry, al punto di licenziarsi ancor prima che arrivassero lettere di richiamo per i suoi comportamenti non più tollerati dalla direzione.

Il Viaggio
Proprio dopo una notte passata insieme su una barca, inizia l’avventura intorno l’arcipelago svedese e qui la maestria registica di Bergman fa innamorare autori come F. Truffaut e J-L- Godard per questo film ed apre le porte alla Nouvelle Vague.
Il regista svedese coglie in presa diretta la realtà: Monica ed Harry sono immersi nel sonoro, nel calpestio dei sassi, nella corrente dell’acqua e nello scroscio delle onde che battono contro gli scogli. Ci sono attimi in cui il film non esige dialogo, poichè la natura canta la sua bellezza e i due protagonisti si muovono in libertà scalzi tra le rocce e tra le onde del mare.
” A quest’ora nella mia città si sono ribellati e anche nel mio scantinato”, dice ad un certo punto Harry.
“Noi ci siamo liberati contro tutto e contro tutti; ci siamo liberati dei ricordi. Siamo gli amanti della foresta”, ribatte Monica..
La realtà è bellezza e rumore assordante della natura nel silenzio. Il dialogo per alcuni attimi si interrompe e lascia cantare il ronzio degli insetti, laddove i due protagonisti si muovono in piena libertà, arrivando a rubare cibo in una casa al mare nel momento in cui ne avevano bisogno. Monica crede follemente a questo desiderio e ruberà proprio in previsione di nutrirsi anche in futuro. La città è oscura, passata, rimossa.

LA FINE DELL’ESTATE: IL RITORNO

La conclusione dell’estate coincide con la razionalità ed il senso di colpa, ma anche con il compromesso della realtà nei pensieri di Harry, deciso di portare avanti gli studi e trovare un nuovo lavoro. La conclusione dell’estate coincide anche con la liquidazione dei sogni di Monica, al rassegnamento indotto al ritorno. I due si sposano e la ragazza perde la spontaneità del sogno vergine, manifestando segni di irrequietezza con il proprio marito e la bambina appena nata. Monica perde il senso romantico nel vivere le cose, così fuggitivo ma unico a renderla vera. Il nervosismo si tinge sul suo viso, con cattive reazioni: odia il pianto della bimba, vedere il marito che studia la matematica e lo squillare della sveglia. La nullità che imperversa trova sfogo nell’adulterio, mettendo in luce il rapporto squilibrato tra uomo e donna che Bergman spesso metterà in evidenza (Il posto delle fragole; Donne in attesa; Scene di un matrimonio; L’adultera; Il silenzio; Un mondo di marionette), nella disillusione dopo la vampata iniziale, nell’arrivo del compromesso.Monica e il desiderio è la pellicola che ha fatto coniare la frase in J-L- Godard: “Il cinema di Bergman è la capacità di diventare fotogramma l’intero universo”e riconoscere “l’inquadratura più triste del cinema”, il primo piano su Monica alternato alle luci al neon dei locali equivoci che comincerà a frequentare. Monica guarda in macchina mostrandoci il suo desiderio cancellato.
Anche Harry nel finale del film guarda in macchina mentre tiene in mano la bimba: sprofondato nel peso di un’avventura estiva così lontana per le sofferenze successive, ma altrettanto vicina mentre i suoi occhi sognanti vedono Monica correre libera e nuda sugli scogli di un trasparente mare..

MONICA E IL DESIDERIO (1953)
Un film di Ingmar Bergman
con Harriet Andersson, Lars Ekborg, John Harryson
sceneggiatura Ingmar Bergman
musiche Erik Nordgren
fotografia Gunnar Fischer

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