Noi, i ragazzi dello zoo di Berlino (1981)

Nel 1981 Uli Edel, ricostruisce la vera storia di Christian, che ebbe il suo primo approccio con l’eroina a soli 13 anni, mostrando la drammaticità cruda degli ambienti periferici di Berlino, dove la giovane si trasferì da bambina.
Il regista, mette in evidenza l’ombra oscura delle droghe che avanzava di pari passo alla crescita economica dello stato, ovvero quella facciata impeccabile di cui nessuno ne parlava e che maturò morti su morti tra i giovanissimi.

Dopo aver conosciuto personalmente Christian, il regista scrive il film e gli avvenimenti struggenti di una generazione e di un panorama culturale, quello degli anni ‘70, ambiente dove s’incontrano e condraddistinsero sinergie musicali ed artistiche. Sono anni in cui nella scena musicale nessuno dimentica il Rock-punk di Iggy Pop, il glamm-rock di David Bowie , l’elettronica minimale dei Kraftewerk ed il genio artistico di Brian Eno
Ci sono stati artisti che condividevano esperienze musicali e di vita: basti pensare ad Iggy Pop e David Bowie (il duca bianco), che collaborarono per la colonna sonora in questo film.
Nella musica nata in quegli anni a Berlino il casting, usando un termine cinematografico, era molto ricco.
Nel set, al contrario, fu differente. Il casting è stato preparato dopo una meticolosa ricerca di giovani per le scuole nella ex capitale della Germania dell’est.
L’attrice protagonista, Natia Brunckors, come altre figure importanti, Axel, Detlef, Kessi e Babsi, ne sono testimonianza.
Molte di questi attori e le comparse sono stati ragazzi/e che hanno vissuto realmente nelle strade e abusavano di sostanze stupefacenti: i “cosidetti bucomani”, come sottolinea Christian, “che vivono nelle metropolitane, a differenza degli etilici che dormivano fuori ai bagni pubblici”.

Molti di questi giovani ragazzi girarono il film senza chiedere alcun soldo; viceversa alcuni di loro si accontentarono di pochissime monete. La produzione non aveva un grande budget di partenza. Ma è importante ricordare che ciò che vediamo è la Berlino reale, underground e non ricostruita sopra un set. E’ la Berlino dell’Haus der Mitte, il locale del centro evangelico, chiuso per la rapida ascesa delle droghe con lo scopo di richiamare l’attenzione pubblica su una situazione oramai catastrofica. Proprio la droga è l’argomento centrale di questa storia drammatica: uno dei mezzi peggiori per derubare questi individui della coscienza di appartenere alla categoria delle vittime dello sviluppo industriale.
Noi, i ragazzi dello zoo di Berlino è una testimonianza ripresa per la maggiore con la camera a mano.
Malgrado alcune sue pecche, sopratutto in sequenze che sembrano ovattate (come quella dove Bowie apre il concerto che non elevano una giusta tensione), il film è stato snobbato dai distributori, causa poche scene di sesso in una storia che vede la prostituzione co-protagonista con il fenomeno atroce della droga abusata dagli adolescenti.
Ma in questo la distribuzione cinematografica sbagliò le previsioni: la pellicola grazie alle interpretazioni realistiche dei ragazzi, sensibilizzò il pubblico che aumentò di giorno in giorno il loro ingresso nelle sale cinematografiche.
Di David Bowie (sicuramente la sua non migliore interpretazione, se pur presente come comparsa), rimane evidente la padronanza eccellente del suo corpo, le gestualità, l’espressione a volte fredda, il sorriso sarcastico ne confermano l’icona di molte generazioni.

a cura di Alessandro dionisi

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Una Risposta to “Noi, i ragazzi dello zoo di Berlino (1981)”

  1. In prossimità di una mia visita in quel di Berlino, mi piacerebbe sapere in quale zone è stato ripreso il film per poter cogliere l’occasione di andare a visitarle.

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