OneHourPhoto (2002)

ONE HOUR PHOTO
(2002)

Con un colpo da maestro Williams costruisce un indimenticabile ritratto da assassino

Sy (Robin Williams) è tecnico in un laboratorio fotografico all’interno di un centro commerciale in una piccola contea americana. E’ un uomo che non ha famiglia e il suo sogno è quello di averne una. E’ meticoloso nel suo lavoro, uno spirito perennemente fanciullesco, attento e soprattutto gentile con i suoi clienti. La sua malinconia si manifesta nella duplicazione delle foto che sviluppa e incolla a mosaico lungo una grande parete all’interno del suo vuoto appartamento. Will, Nina e il piccolo Jake, ovvero la famiglia Yorkin, rappresentano la felicità che lui non ha. Sono clienti dal matrimonio. Per Sy dentro i rullini mai sono fotografate le piccole cose, “quelle che raccontano la vera storia della nostra vita”, ma al contrario si “trovano quelle di famiglia che ritraggono volti sorridenti, tra matrimoni, vacanze e compleanni”. Insomma gli album fotografici contengono sempre più spesso esistenze felici, poiché nessuno ha voglia di scattare momenti diversi.
Il rapporto tra Sy e la famiglia Yorkin è vissuto diversamente da ogni singola persona. Il piccolo Jake da molta confidenza a “zio Sy”, vedendo in lui un uomo solo e lo racconta alla propria madre una sera prima di addormentarsi. A Sy confida la storia del robot Evangelation, l’eroe buono che vola in cielo ed ha una spada utilizzata solamente per uccidere i mostri cattivi. Nina inizialmente è diffidente verso Sy ma si scioglie con lui quando, seduti entrambi a bere un aperitivo dentro un bar, nota che leggono lo stesso romanzo di Deepak Chopra, The path to love.

“La coincidenza dell’evento è un elemento positivo per Deepak Chopra”, racconta Sy alla ragazza e “le cose che temiamo di più sono quelle che già ci sono capitate..”
La malinconia di Sy e il carattere introverso ha un risvolto negativo nell’ambiente dove lavora. Il direttore Bill non fa a meno di controllarlo ripetutamente dalla sua stanza attraverso i monitor e non si tratterrà di licenziarlo nel momento in cui scopre che molte centinaia di copie di stampa sono scomparse durante gli ultimi periodi. In più lo accusa di essere una persona troppo suscettibile e inaffidabile. Un modo dunque per sbarazzarsi di Sy che nel frattempo ha visto crollare il suo mondo retto sul modello della famiglia Yorkin. Durante lo sviluppo di un rullino portato da una ragazza di nome Maya scopre che Willi ha con lei dei rapporti sessuali.

Facendo il gioco semplice di scambiare le foto tra le parti, quelle portate da Nina e dalla stessa ragazza, comincia a pedinare la prima, segue i movimenti della famiglia aspettando una reazione che mai arriverà. Nulla cambia e il crollo morale dell’uomo aumenta. Ora si sente sconfitto doppiamente. Il malessere porta Say sul punto di decidere che la vendetta sarà consumata con le proprie mani. La sua follia maniacale scatta flash dopo flash, istantanea dopo istantanea. Il film comincia ad avere una tensione emotivo nuova, guidata dalla rabbia di Sy (e direi di uno straordinario B. Williams nelle vesti del personaggio violento e perverso, rivisto solo in Imsonnia ). Ora con sé nasconde un coltello da caccia e una macchinetta fotografica. Però involontariamente si complica il regolamento del conto finale: poco prima ha portato a sviluppare nel laboratorio un rullino dove è immortalata a più riprese la figlia del suo ex direttore il quale non tarda denunciando il tutto. I detective irromperanno da Sy e nella casa semideserta troveranno sulla parete moltissime foto della famiglia Yorkin, dove il viso di Willi è sempre tagliuzzato. I poliziotti avvertiranno immediatamente Nina che dirà loro il luogo dove il marito è con la propria amante.

Da questo momento Sy è scovato quando, seguendo i due amanti, sta per vendicare il suo dolore. Ha già prenotato una stanza d’albergo dove sono i due e nell’attimo decisivo si finge barman per entrare nella loro. Prima li minaccia con l’arma per far uso poi della violenza psicologica: vuole che gli amanti trovati nudi fingano di fare sesso. La rabbia aumenta di pari passo alla disperazione e all’ossessione verso la famiglia Yorkin. A questo punto Maya deve masturbare con la bocca Willi sotto la minaccia sempre più forte. Sy fotografa ripetutamente le scene cercando di esorcizzare il dolore. Deve ora curare la propria malattia chiamata “identificazione”; deve purificarsi attraverso l’ennesima perversione..

“E’ sposato detective? Ha dei bambini?”

“Lei detective è un buon uomo: una persona che sa riconoscere la propria fortuna. Non trascurerebbe i suoi figli. Non chiederebbe loro cose che mai potrebbero fare… Fotografie perverse, ignobili. Willi Yorky ha tutto gettato al vento.. non è un buon padre..”

Con le manette ai polsi rivede le sue foto, ricostruisce nuovamente il suo immaginario nella solitudine. In quest’ultima sequenza sembrano pezzi di puzzle con cui modellarsi un’identità. Sy è lasciato solo, pensieroso e malinconico. Sogna nuovamente ad occhi aperti: nell’ultimo fotogramma che gli scorre davanti è accanto alla famiglia Yorky. Sorridente..

Regia: Mark Romanek
Con: Robin Williams, Connie Nielsen, Michael Vartan, Gary Cole

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