Testimonianze: John Ford

Indiani

Gli Indiani mi sono molto cari … C’è del vero nell’accusa che l’Indiano non è stato ritratto con giustizia nel western, ma l’accusa è stata falsamente generalizzata. L’Indiano non amava il bianco, e non era per niente diplomatico. Erano nemici e si combattevano. La lotta contro l’Indiano fu un fatto fondamentale nella storia del Far West. C’erano molti pregiudizi, e ne sussistono tuttora. L’Indiano ha una comprensione di noi molto più civile di quella che abbiamo noi per lui .. Quando andavamo a girare nelle riserve, le prime volte, li trovavamo così poveri che crepavano di fame. Il compenso che ebbero per Stagecoach li aiutò a rimettersi in sesto. Anche in seguito il cinema ha continuato ad aiutarli. Non è che dobbiamo considerarci dei santi per questo, però è un fatto. Cheyenne Autumn non fu il primo dei film a considerare l’Indiano con simpatia. Vi sono sempre stati registi che hanno cercato di mettere in chiaro il lato indiano del problema (1965).

La gente in Europa vuol sempre essere informata sugli Indiani. O li vedono soltanto passare a cavallo sul fondo o fanno la parte dei cattivi. Io volevo mostrare gli Indiani come sono. O un enorme affatto per loro…

È un popolo molto morale. Anno una letteratura. Non scritta, orale. Hanno il cuore generoso. Amano i bambini e gli animali. E io volevo, per cambiare un po’, offrire il loro punto di vista (1964).

Edizioni Il castoro

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