Testimonianze: Blade Runner (1982)

La parte migliore del film sta nello sfondo cupo e paludoso della città del futuro, dove i sentimenti umani stanno anch’essi spegnendosi come la breve vita degli androidi; giacchè quella di Ridley Scott è un’opera pessimista sul futuro dell’umanità, destinata al declino nella solitudine e nella miseria nonostante tutti i progressi tecnici, o forse proprio causa di questi. Ma “Blade Runner” è anche un film di drammatico movimento, a volte spasmodico e agghiacciante, che sa estrarre il massimo di emotività da immagini fuori dal comune, sempre efficaci anche se di opaco spessore psicologico. Harrison Ford, eroe della vicenda, è l’unico a non degradare la propria natura come un mitico cavaliere del West: ma l’altro autentico divo dell’opera è Douglas Trumbull, autore degli effetti speciali.

A. Solmi, Oggi, 15.12.82

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