Cane di Paglia (1971) un film diretto da Sam Peckinpah


A cura di Alessandro Dionisi
Nella campagna londinese c’è apparentemente una calma massacrante. Sembra tutto perfetto: una locanda che ospita i residenti del posto, un parco giochi dove i bambini possono sbizzarrirsi,contadini, carpentieri impegnati tutto il giorno a lavorare, un reverendo che parla ed amministra la sua comunità e un maggiore intento a tenerne la sicurezza. E’ il luogo ideale per l’americano David (Dustin Hoffman) che potrà così approfondire le ricerche matematiche, visto che gli è stata assegnata una borsa di studio con la quale deve portare a termine un lavoro. Egli vive isolato dal paese con la compagna Amy (Susan George)per una maggiore tranquillità. Quest’ultima conosce già Charley Wanner, un giovane e robusto carpentiere che, in compagnia dei suoi tre compagni, dovrà riparare il tetto del garage della coppia e ripulire la zona dai topi di cui s’occupa lo specialista e frenetico Cris.

La comunità nasconde segreti nell’immaginario del giovane americano, poiché la noia, il ripetersi di comportamenti, le abitudini, l’auto-giustizia e la violenza, figlie dell’isolamento, di grado in grado aumentano col fiorire della sera e diventano soprattutto comportamenti normali quando si associano al consumo eccitato di birra o altri alcolici. Nel bar centrale della cittadina tutto ruota intorno all’anziano Tom,zio di Charley, un signore dalla sproporzionata forza fisica e dal carattere crudo. Tom, l’uomo più anziano, è il capogruppo di un branco che spesso si scatena in atteggiamenti provocatori o in risse vere e proprie, tali da far tenere a freno il maggiore Scott. Il branco sorveglia la zona e i comportamenti delle persone ritenute pericolose e non; detta legge e controlla in maniera ossessiva Henry Nails, un ragazzo inoffensivo ma ritenuto pericoloso perché “troppo attento” ai ragazzi/e piccoli. L’impatto con David ed Amy, naturalmente non può che suscitare curiosità: d’improvviso nella routine della cittadina entra in scena, se pur non troppo visibilmente, un professore e questo, nei pensieri del branco, diviene un nuovo modo per mettersi a confronto con una personaggio definito “strano”. E’ in atto una sfida che non ha radici e nessuna strategia. David è dipinto come il disuguale, il tipo che pensa solo a calcoli matematici e quindi poco ferrato con la quotidianità, la vita grezza ed istintiva. Un uomo, insomma, che dalla sua ha poca virilità e forza fisica, bisogni primari della comunità. Amy, al contrario, è il desiderio sessuale, quello diretto e celato nelle fantasie anche recondite. La bellezza della ragazza, il gioco malizioso offerto spesso al branco, soprattutto quando in preda alla noia, da adito ai loro istinti, agli sguardi e ad un ripetuto vouyerismo.

Amy è una ragazza che soffre palesemente la solitudine, vive emarginata il lavoro di David e non coltiva interessi: al contrario stuzzica ripetutamente il compagno, cercando ostinatamente prova di mascolinità. Il mondo di David non lo conosce e neanche lo ammira ed è per questo che lo sguardo spesso cede verso Charley, indubbiamente più “maschio” dal suo punto di vista. Ma del bruto Charley nutre anche una certa paura, figlia della sua insicurezza e di un passato dove spesso si è ritrovata ad essere corteggiata senza offrirle alcun risultato positivo.La casa della giovane coppia diventa al contempo lo schermo nel quale il branco, separatamente dall’adolescente Janis, visiona ripetutamente uno spettacolo nuovo distinto dal loro.
Il caos interiore fa da padrone ai personaggi ed anche David comincia a intravedere e percepire i rumori della realtà che lo circondano. Se in certe occasioni Amy lo stuzzica affermandogli a più riprese che il branco continua a spogliarla con gli occhi, in altre lo rimprovera attestando che neanche nel suo tempo libero è mai riuscito a prendere una posizione decisiva ed è venuto soprattutto a cercarsi nell’abitazione un nuovo posto dove nascondersi. David non è mosso da adrenalina, mantiene fino a quando può la pazienza che lo contraddistingue per ragionare sul lavoro e coltiva il rapporto con lei cercando di non farla cadere nella completa aridità.

La prima reazione David l’ha nel momento in cui sono presenti nella loro casa il reverendo Barnie Hoot, la moglie ed il maggiore. In questa circostanza alcune battute con il reverendo lasciano trapelare un nervosismo che comincia a spostare il suo ordine, cioè quando si ritrova a dibattere tra scienza e religione, rispondendo ad una battuta piccante che “non solo l’atomica è sinonimo di morte ma il regno di Dio ha maggiori responsabilità di tanto spargimento di sangue attraverso i martiri”. Il controverso carattere di Amy mostra ancora una volta di non essere padrona del suo giorno: difatti, contrariamente alle aspettative, rimprovera David di essere poco paziente con le persone che lo circondano. Solo in alcune occasioni riesce a confessare il bisogno d’aiuto, ma basta poco per gettarlo nuovamente nella mischia. Quando una sera David apre l’armadio e trova la gatta Kitty strangolata ed impiccata scatta in Amy il tumulto: ora è il momento di prendere di petto il branco, mostrando chi è il più forte. La reazione istintiva di David è quella di bloccare porte e finestre facendo capire che nessuno entrerà nella loro stanza, nella loro intimità. Ma Amy non demorde stuzzicando a parole David e scrivendo provocatoriamente un appunto sulla lavagna di ciò che avrebbe dovuto dire, cancellando oltretutto le sue formule, quel sottile filo diretto con se stesso.
Quando David convoca i quattro in casa per prenderli in “contropiede”, giocando d’astuzia, il branco si mostra improvvisamente gioviale, invitando il professore l’indomani a cacciare l’abbondante selvaggina. Qui scatta la trappola percepita solamente da Amy: ma prima dell’invito dei quattro la ragazza lascia nel vassoio insieme alle birre una ciotola di latte per far ricordare al compagno di rivendicare il fattaccio della gatta. David continua a voler agire controvento per difesa e paura malgrado la trasformazione rabbiosa già in atto, il tradimento di un mondo di cui aveva altre attese: accetta l’invito e il mattino successivo è nella brughiera cercando di riempire il sacco di anatre. Ma è colpito dietro le spalle: Charley andrà in casa e dopo i primi tentennamenti di Amy avrà ripetuti rapporti di sesso con lei. Ma anche il compagno Norton lo ha seguito. La ragazza verrà praticamente violentata.

Al ritorno in casa entrambi sembrano aver familiarizzato con la loro oscurità: se da un lato Amy è scossa dal dramma di poche ore prima, David sembra aver percepito che qualcosa di forte è successo ed interiorizza la rabbia dentro: la pace ha sicuramente smesso di regnare nel suo animo ora pieno di interferenze. Entrambi sembrano essere ridotti al niente. Una donna e un uomo di cemento colpiti alle spalle. Poche ore dividono la mattina e il ritorno del branco al lavoro nel garage. David senza mezze misure dice loro che sono licenziati perché ha calcolato che le ore sciupate hanno superato di gran lunga quelle di lavoro. Non una vendetta diretta (tra l’altro presa con ironia dai quattro) ma forse il primo tassello di una complicata strategia. L’apparizione più cristallina della rabbia verso il branco. Le interferenze e quel laccio emostatico però lo tengono fermo anche durante la sera dopo aver accettato l’invito al circolo per la festa annuale della comunità. David ed Amy, scossa dallo stupro continuamente visibile, abbandonano quasi subito la festa. Poco prima la piccola Janis invita Henry Nails ad uscire con lei. Chiede di baciarla e da questo momento esplode il caos definitivo: un trapelare di voci giungono a Tom, padre della ragazza che organizza la squadra punitiva che si arma di bottiglie di alcool e di bastoni. La paura riempie lo stato alienato di Henry che non controllando le proprie forze stringe l’esile ragazza e la soffoca. Fugge Henry in mezzo al deserto, in un labirinto, dentro una scatola. Corre fino a quando in una strada di campagna sommersa dalla nebbia non va a battere contro la macchina di David e Amy di ritorno a casa.

Viene portato a casa con disappunto di Amy. David vuole soccorrerlo e chiamare il dottore. Il branco è al bar per caricarsi di alcol. Una chiamata di David, in cerca di soccorsi, fa scattare l’assedio e l’irrazionalità che da qui in poi coinvolgerà ogni singolo personaggio. Se la casa viene distrutta con lanci di sassi, la linea telefonica tagliata, le porte vengono prese a fucilate, il maggiore ucciso da Tom, sembra sgretolarsi definitivamente l’anima di David. Ogni colpo è una lacerazione interna ma anche una definitiva risposta di vendetta incontrollata. Colpo su colpo. Se Charley ucciderà Norton mentre tenta di stuprare nuovamente Amy nel pieno della guerra, David riuscirà prima a far fuori il resto del branco, per poi uccidere Charley con la trappola per bracconieri, mentre Amy lo salverà sparando all’ultimo uomo.

Si conclude così l’assedio, il seme rabbioso della noia e della curiosità. Amy sconvolta ma ora tranquillizzata lascia David accompagnare Henry da un dottore.
“Non conosco la via giusta”,dice a voce bassa Henry.
“Non fa niente … neanche io”, conclude David.

CANE DI PAGLIA (STRAW DOGS) 1971
Un film diretto da Sam Peckinpah
Regia: Sam Peckinpah
Sceneggiatura: David Zelag Goodman e Sam Peckinpah
Direttore della fotografia: John Coquillon
Musiche: Jerry Fielding
Con: Dustin Hoffman, Susan George, Peter Vaughan, Len Jones, Sally Thomsett, Peter Arne
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