Eleanor Coppola: Appunti dietro la cinepresa di Apocalypse Now

Baler 2 maggio

La strada della cittadina di Baler fino al set consiste di due rotaie che si sono formate nella sabbia a furia di passare con i camion della produzione e con la jeep. Ogni giorno parecchi operai mettono delle foglie di palma nei punti peggiori in modo da permettere un po’ di trazione nelle macchine. La strada finisce in una laguna, dove hanno costruito alcune casupole coi tetti di paglia e le pareti e le pareti impastate di fango per ospitare il reparto guardaroba, quello del trucco e le lunghe tavolate da dove viene servito il pranzo. Il set e tutto il resto dell’equipaggiamento è al di là della laguna. Una corrente continua di bonca e di piccole barche a motore porta la gente avanti e indietro. Oggi due barche che trasportavano gente per la colazione sono entrate in collisione. Quelli che non erano riusciti a ficcarsi dentro a queste due, ridevano di quelli che vi erano pigiati dentro. C’erano due fotografi di scena che hanno bagnato le macchine fotografiche ed erano parecchi sconvolti. Pareva proprio che si dovesse aspettare un bel po’ di tempo prima che arrivasse un’altra barca e così Doug e io ci siamo messi a camminare nell’acqua, completamente vestiti, e abbiamo compiuto la traversata. Nel punto più profondo mi arrivava solo all’ascella. E’ stato rinfrescante. I miei vestiti sono rimasti umidi per parecchie ore.

Questo pomeriggio ho fatto la mia prima intervista. Con Bobby Duvall. Ero molto nervosa, perché dovevo inquadrarlo nell’obiettivo e parlare con lui contemporaneamente. Mi sembrava meglio che facesse un po’ quel che voleva, invece di rispondere a una serie di domande preparate. Interpreta la parte di un vanitoso colonnello della cavalleria dell’aria, a cui piace affrontare le missioni rapidamente, per poi andare a fare surf con i ragazzi. Nella sceneggiatura la sua squadriglia di elicotteri attacca un villaggio sulla costa per poter depositare la PBR di Willard proprio alla foce del fiume, un posto fra l’altro ottimo per il surf.

Bobby raccontava di voler plasmare il suo personaggio su un ufficiale di West Point che aveva conosciuto: un individuo per cui la vita aveva senso solo in quanto c’era la guerra. S’è soffermato a descrivermi i particolari del suo abbigliamento: speroni con stivali, anello, cintura con fibbia e Stetson dei cow-boy. Poi s’è tolto la camicia: era abbronzato e muscoloso, col torace ben teso, i capelli cortissimi da taglio militare

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