Paris, Texas (1984) Un film di Wim Wenders

Travis in uno stato catatonico cammina lungo un paesaggio desertico, dove il fuoco taglia l’aria, e nessun Dio unisce il giorno e la notte, ma solo la volontà e la forza del cosmo. Beve l’ultimo sorso d’acqua dalla sua borraccia e lo sguardo non distingue un obiettivo sicuro, mentre la sua identità ci appare immediatamente stordita, immersa nella totalità dello spazio, attraversata con passi meccanici. La filosofia del tramp, il vagabondo americano, in fondo è anche questa . Il tramp dorme sotto le stelle, non ha alcuna meta perché la sua meta è ovunque. Siamo nel sudovest del Texas e Travis ci compare dal nulla. Con il suo aspetto sonnambolico entra dentro un bar ridotto all’inezia, apre il frigorifero senza guardarsi intorno, ingerisce del ghiaccio e sviene a terra.

Quindi viene soccorso in una clinica di ricattatori da un uomo che lo visita ed al quale non rivolge nessuna parola una volta ripresosi. L’unico documento che ha in tasca è sufficiente al soccorritore per avvertire il fratello Walt. I due non si vedono da quattro anni, ovvero da quando Travis ha abbandonato la sua famiglia. La moglie Jane in quei giorni è scomparsa ed ha affidato il loro figlio Alex ai cognati. Walt si mostra immediatamente prodigo verso il fratello, cercando in qualsiasi modo di conoscere a fondo la sua scelta, i luoghi percorsi in questi anni. Con rapidità lo avverte che proprio il figlio Alex è oramai cresciuto con lui e la moglie Anne. I toni di Walt sono sinceri e sensibili verso Travis, il quale è accecato dalla meccanicità del proprio corpo, dalla nostalgia della totalità. Walt non riesce a cavargli una parola dalla bocca, fino a quando Travis non si risveglia dal torpore, vedendo in lui un interlocutore trasparente. Poco alla volta gli svela il suo traguardo attraverso una foto: raggiungere un lotto di deserto da lui acquistato per corrispondenza nel Texas; un luogo che si chiama Paris, il suo punto di partenza, dove i genitori lo hanno concepito. La cultura romantica influisce nella pellicola di Wenders, laddove nella rivoluzione borghese comincia il periodo del romanzo di formazione che è anche per regola un romanzo di viaggio.

Con il Romanticismo si sviluppa nel primo periodo l’utopia delle speranze dettate dalla Rivoluzione francese e dalle sue ceneri, nella speranza di creare l’Epoca d’oro, il viandante va incontro alla morte, portando con sé i tratti del “poeta maledetto”. Travis ci mostra proprio ciò: l’utopia, la rinuncia e il ritorno a casa. I due fratelli cominciano a loro volta il loro viaggio, deviato dalle paure iniziali di Travis, costretto ad affrontare un ritorno diverso dal quello che guiderebbe il suo istinto. Cerca di fuggire la prima notte mentre risposano in un Motel; è timoroso di salire sopra l’aereo e preferisce tornare, una volta rasserenatosi, solo con la stessa macchina presa a noleggio. Walt affronta con disinvoltura i capricci del fratello, perché soggiogato da questa atipica figura agli antipodi della sua tranquillità borghese. Difatti il loro percorso di rientro diventa più lungo ma affrontato ora con serenità. Travis guida durante la notte la macchina, lasciando che Walt s’addormenti ritrovandosi l’indomani nel deserto Mojave . Ma la paura non li soprassiede e i due tornano a Los Angeles.

L’incontro con i familiari non porta traccia di rancore o di paura da parte di Anne, se non un iniziale vaga incertezza di un possibile rapporto d’affetto che si crei tra padre(Travis) e figlio. Alex al contrario è sicuramente curioso della figura paterna, anche se mostra anch’egli all’inizio un po’ d’imbarazzo: ad esempio non accetta una mattina di tornare a piedi all’uscita dalla scuola con lui, ma le orecchie e gli occhi sono li a sorvegliare il forestiero arrivato nella California. Alex è un bambino che sogna, è un viaggiatore che scruta le galassie, immagina mondi paralleli. La sua mente è in continuo movimento. Travis nei primi periodi in casa Hunter mantiene la primitività, la sua filosofia di vita: dorme poco, fa fatica a lavarsi e cambiarsi i vestiti e non vuole un lavoro, in quanto vive la sua scelta con tranquillità. La permanenza in casa Hunter è per lui è consolatorio, come vivere nel focolare domestico. La sua scommessa non è assolutamente persa. Nella casa Hunter piano-piano si può camuffare, addirittura “svestire”le sue abitudini mentendo. Ed Infatti si comporta da buon ospite, curando inaspettatamente occupazioni “femminili”, quali il lavare i piatti, dare acqua alle piante in giardino e lucidare costantemente le scarpe. La casa è un’occupazione momentanea, una sosta, poiché in lui si coltiva sempre più un sogno: rincontrare la moglie Jane. Travis osserva la città da dove percepisce un mondo diverso, anche se agevolato dalla posizione della casa del fratello che gli offre un panorama straordinario. Il binocolo diventa lo strumento preferito d’indagine. La sua primitività è distante dalla compiaciuta vita di Walt dedita al lavoro ben remunerato .

Anne gli confida che Jane nei primi periodi non ha abbandonato del tutto il piccolo Alex: spesso ha telefonato chiedendo di lui e di Travis, manifestando la sua disillusione di buona madre, provando nel cuore molta rabbia. La sua ultima chiamata ha coinciso con il comunicare che il futuro di Alex è in parte sollevato: la madre, racconta Anne, gli ha aperto un conto in banca e gli accrediti provengono da Huston dove depone ogni 5 del mese una piccola somma. Nel frattempo gli spiriti avventurieri di padre e figlio di incrociano: l’interesse di Alex aumenta proporzionalmente alle domande che gli pone, al fantasticare con il mondo terreno che Travis ha attraversato con il suo mondo galattico. Alex sa che ci sono due padri nella sua vita ma il primo è quello vero perché rappresenta una figura di eroe e gli offre di viaggiare con la mente. Difatti accetta di tornare dalla scuola con lui a piedi anche se il loro cammino si svolge non distante ma in parallelo. Da qui la complicità e cristallina: ci sono anni da recuperare. L’attrazione porta il piccolo Alex alla ricerca della madre, fuggendo con il papà che nel frattempo ha avuto i soldi dal fratello per affrontare questa nuova avventura. I due eroi si armano di tutto ciò che possa sostenere la loro vittoria finale, anche di un walkie-talkie necessario per il figlio, capace di rappresentare il medium moderno necessario per comunicare. Alex è sicuro di sé anche nel momento in cui comunica ai genitori di essere fuggito con Travis “ma sarà di ritorno un giorno nuovamente in casa” e soprattutto quando gli verrà detta tutta la verità,da Travis distrutto dall’alcool :

“Quando ti ho rivisto, ho sperato un sacco di cose: ho sperato di essere tuo padre e tu mi hai provato che lo ero. Ma quello che speravo di più non si avvererà: so che siete fatti l’uno per l’altra. Per colpa mia siete stati divisi. Ora tocca a me rimediare, riportarvi assieme. Adesso lo sai ed io so che tu appartieni a tua madre. Ma io non posso restare con voi: certe ferite non si rimarginano. Non ricordo nemmeno cosa è accaduto. C’è come un vuoto, ed è un vuoto che non si può riempire perché fa parte della mia anima. Ho paura di dovermene andare di nuovo; ho paura di quello che può ancora accadere; ho paura di non dover vincere questa paura; ho ancora più paura perché ti voglio bene”.

Ma la complicità si è confermata tra i due ancor prima di fuggire, quando nel focolaio domestico tutta la famiglia ha visto, con stati d’umore diversi, la riprese in un proiettore girate con un Superotto, dove le due giovani coppie con il piccolo Alex tre anni sono in una gita e gioiscono, si scherniscono amichevolmente, fanno linguacce. Insomma si divertivano. In quell’istanti gli sguardi tra Travis ed Alex si sono incrociati più volte alimentando il desiderio inconscio di cercare assieme Jane, madre e moglie.

Effettivamente la donna il 5 del mese depone i soldi in una banca di Huston. Loro sono li, ognuno nel suo angolo della banca ad aspettare. A vederla è Alex in uno dei rari momenti, forse l’unico, in cui Travis cade nell’inganno della stanchezza e del sonno. E grazie al walkie-talkie Alex sveglia il padre ed ora possono inseguire Jane, parcheggiare a pochi metri da dove scende per entrare in un palazzo oscuro. Qui Travis scopre la verità: Jane intrattiene insieme ad altre ragazze clienti dentro un labirinto di stanze, ma non vende i proprio corpo, ascoltando le loro deviazioni sessuali, eccitandoli attraverso uno specchio trasparente dove solo l’uomo possa vedere la donna attraverso un telefono è il mezzo di comunicazione. Travis entra per due volte nel peep-show.

La prima volta non riesce a parlare, mentre quella successiva racconta nuovamente la verità.

Conoscevo due persone: gente comune, ma si amavano molto. Lui era assai più vecchio di lei: tanto rozzo, intrattabile, quanto lei dolce. Tutto era fantastico.. risate spensierate. Erano molto felici. Lui non sopportava di starle lontano, smise di lavorare per stare con lei a casa. Si sarebbe trovato un latro lavoro quando sarebbero finiti i quattrini. Ben presto divenne nervosa per l’incertezza del futuro economico.

Riprese a lavorare per mantenerla. Gli sembrava di impazzire a starle lontana, finché un giorno gli scattò qualcosa nel cervello: mille dubbi che approfittava della sua assenza per passare serata con altri. Ed ogni sera erano scenate nel camper. Si dette a bere pesante e tornava sempre più tardi per ingelosirla. Una notte lei disse che aspettava un bambino. Smise di bere: era convinto di essere amato perché lei gli donava un figlio. Avrebbe fatto il possibile per mettere su una casa. Quando nacque il bambino cominciò a cambiare: divenne irascibile, nervosa e cambiò. Perfino il bambino le sembrava una cosa ingiusta. Per due anni cercò di trovare l’affiatamento degli anni precedenti. Lo accusava di averle fatto fare il bambino per tenerla prigioniera. Sognava solamente una cosa: scappare. La riacciuffava nei sogni. Le legò un campanaccio alla calza per controllarne i rumori. Leo mise una calza per attutire i rumori. Cadde la calza; la lego ai fornelli.. Strillò anche il bambino. Ma lui voleva soltanto dormire, sperduto in una remota ragione e vide questo sogno e quando si svegliò c’era il fuoco. Le sue mani bruciarono, si rotolò fuori dal camper. Poi corse e non si voltò dietro mai. Corse per cinque giorni interi”

Jane,coinvolta nel piant,  ha la forza di spegnare la luce, chiedere di posare la lampada sotto il volto di Travis per poterlo vedere leggermente e rispondere:

“ Ho desiderato tanto vederlo che non osavo neanche immaginarlo. Ho smesso di chieder sue foto. Era insopportabile vederlo senza starle vicino. Non volevo usarlo per riempire la mia solitudine. Adesso non so cosa dire. Era più facile non averti di fronte. Udivo la tua voce quasi tu fossi nella stanza li con me. Un po’ alla volta non riuscivo più ad immaginarti. Non ti sentivo più. Così la smisi. Smisi di parlarti. Tu eri scomparso . Ma da quando sono qui sento la tua voce, sempre: ogni uomo ha la tua voce.”

Travis, scompare dopo l’effetto illusorio dell’unione. attraverso lo specchio. In quella stanza vive in una nuova duplicazione. Jane corre da Alex. Travis si allontana nuovamente dalla sua meta percorrendo la strada della rarefazione.

PARIS, TEXAS

Un film di WIM WENDERS

Soggetto e sceneggiatura: Sam Sheparrd

Anno di produzione: 1983-84

Adattamento: L.M. Kit Karson

Fotografia (35 mm, colore): Robby Müller

Musica: Ry Cooder

Scenografia: Kate Altman

Interpreti: Harry Dean Stanton (Travis), Natassja Kinski (Jane), Dean Stockwell (Walt), Aurore Clemément

(Anne), Justi Hogg (Alex fino a tre anni), Hunter Carson (Alex Hunter)

Prima proiezione: 19 maggio 1984 al Festival Di Cannes

Durata: 145’

Note: il film è dedicato a Lotte H. Eisner.

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Una Risposta to “Paris, Texas (1984) Un film di Wim Wenders”

  1. e’ un film che ogni studente di cinema dovrebbe studiare fotogramma per fotogramma, semplicemente perfetto

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