Testimonianze: David Lynch – Mulholland Drive e Pittura

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I primi anni

La mia fu un’infanzia qualunque, trascorsa nel Nordovest degli Stati Uniti. Mio padre era un ricercatore del ministero dell’Agricoltura, si occupava di alberi. Così trascorrevo moltissimo tempo nei boschi. Per un bambino sono luoghi magici. Vivevo nella cosidetta provincia americana. Il mio mondo era a un’area grande come uno, forse due isolati di una città. Tutta la mia vita si svolgeva in quello spazio. I sogni a occhi aperti, gli amici, esistevano tutti in quel piccolo mondo. A me però sembrava immenso e magico. C’era un’infinità di tempo per sognare e stare con gli amici. 

Mi piaceva dipingere e disegnare. Spesso pensavo, a torto, che da grande uno smettesse di dipingere e disegnare per fare qualcosa di più serio. Quando ero in prima superiore, andammo a vivere in Alexandria, in Virginia. Una sera, nel giardino davanti alla casa della mia fidanzatina, incontrai un ragazzo che si chiamava Toby Keeler. Durante la conversazione, disse che suo padre dipingeva. Pensai che probabilmente dipingesse case, ma approfondendo il discorso riuscii a capire che era un pittore professionista. Questa conversazione mi cambiò completamente la vita. Prima il mio interesse si era rivolto più che altro alla scienza, ma tutto a un tratto capii di voler diventare un pittore. E vivere una vita d’arte.

Mulholland Drive

All’inizio Mulholland Drive doveva diventare una serie televisiva. Ne girammo una puntata pilota: con il finale aperto, per invogliare il pubblico a seguirla fedelmente.  Venni a sapere che il funzionario della ABC incaricato di approvare la puntata pilota la guardò alle sei del mattino.  Guardava il teleschermo dall’altra parte della stanza, mentre faceva alcune telefonate con una tazza di caffè in mano. Quello che vide non gli piacque: lo annoiò. E così pollice verso.

Per fortuna, in seguito ebbi l’opportunità di farne un lungometraggio. Ma non avevo idee. Ora, la meditazione non serve per catturare le idee. Espandi il contenitore e da questa esperienza esci rinvigorito, pieno d’energia, fremendo dalla voglia di andare a caccia di idee in seguito. In questo caso specifico, però, quasi lo stesso giorno che ottenni il via libera per trasformare Mulholland Drive in un lungometraggio, entrai in meditazione e dopo circa dieci minuti.. puf ! Eccole. Le idee arrivarono una dopo l’altra come una sfilza di bollicine. Idee per lo svolgimento, l’inizio e alla fine del film. Mi sentii baciato dalla fortuna. Questo però è l’unica volta in cui ciò è successo durante la meditazione.

IN ACQUE PROFONDE

meditazione e creatività

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