Une Partie de Campagne (1936) un film di Jean Renoir

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Une partie de campagne(1936)

Un film di Jean Renoir

A cura di Alessandro Dionisi

La grandi città vivono dietro il transito satellitare, nelle più intime intercettazioni, tra parchi a tema ed un muro di benessere dentro il quale tutti i comportamenti divengono eguali. Nessun tentativo per emergere ed un obiettivo finale che rimane quello di riuscire a confondere personalità, sogni, opinioni.

Jean Renoir ha avvertito quale distanza comporta la crescita urbanistica a dispetto della primigenia vita. La deliziosa pellicola Une partie de campagne, mette in luce proprio i tic, le nevrosi, gli ormoni impazziti, lo spaesamento, ma anche la riflessione della classe borghese a contatto con l’orizzonte incantevole che si espande con i profumi e i sapori della natura. Une partied e campagne è una commedia che il regista francese ci presenta come tre cortometraggi confluiti un unico piccolo film, dove sono riunificati lo spazio e il tempo, la pittura e la musica, il teatro e il romanzo.Sulle rive della Senna, durante una radiosa giornata di fine settimana, Monsieur Dufour, dopo essersi fatto prestare il carro dal lattaio, suo vicino di casa, decide di andare a fare una gita in campagna con la suocera, la moglie, la figlia, il futuro genero e successore commerciante di ferramenta. Insomma i Dufour vogliono rompere le catene della monotonia domenicale parigina. Sorridere senza fingere, non lasciare le loro impronte nell’asfalto parigino. E difatti la loro innocente tensione si manifesta nel rumoreggiare continuo all’ arrivo davanti  una trattoria sulle rive del fiume, luogo scelto per trascorrere il pomeriggio. Madame Dufour, colta dall’emozione, ha un ritorno ormonale impazzito, mentre Monsieur Dufour e Anathole (i cui tratti ed alcune espressioni somigliano a quelle di Stan Laurel) cercano ossessivamente canne da pesca dopo aver appena deciso di improvvisare un pranzo rilassante in un gustoso picnic. C’è tanta voglia di recuperare il tempo perduto durante la settimana con il risultato di una consequenziale confusione organizzativa.

Contrariamente Henriette, si sofferma sul luogo e riesce a nutrire passioni a tratti con insofferenza, mantenendola comunque sotto la soglia del sogno. Rimane trasognante di fronte ai colori, agli odori del panorama. Il suo canto di gioia lo esterna dondolando sull’altalena ed attirando l’attenzione di Rodolphe ed Henri che dentro la trattoria si gustano un po’ d’assenzio. I due amici cominciano a pettegolare sulle due donne, subendone un fascino diretto (Rodolphe) e timido (Henri). Una volta sdraiate a terra Henriette con delicatezza sfiora ed osserva il mondo affianco al suo corpo, ponendosi domande profonde che rivolge poi alla madre tornata, viceversa, nuovamente nella sfera razionale.

Com’è strana la campagna: sotto ogni filo d’erba ci sono cose che si muovono, vivono.. quando si cammina sull’erba c’è il rischio di schiacciarli. Eppure vengono al mondo e muoiono come noi.

Il volto di Henriette si trasforma fino ad emozionarsi completamente.

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Nel frattempo all’interno della stanza affacciata di fronte alle due donne, Rodolphe e Henri parlano su come poterle abbordare. Henri è rinunciatario, a volte cinico “ i parigini sono come i microbi: se ne spunta uno in qualche posto dopo alcuni giorni ce ne sono a migliaia”. Si sente una ragazzo responsabile conoscente del dolore che subentra in seguito agli abbandoni . Henri vive la città e ne è al corrente degli effetti collaterali: la campagna è il luogo ideale per la rinascita spirituale. Cerca, come può, di placare l’irrazionale desiderio del suo compagno colto dal bagliore sensuale di Henriette e dal contesto nuovo che ha rotto l’invariabilità del luogo. Rodolphe è un buon e simpatico romantico guidato da istinti primigeni, suggestionato dallo spirito libero della natura e dalla bellezza che la circonda. Mentre Rodolphe si tocca i lunghi baffi provando ad organizzare il pomeriggio Henri, al contrario,gli conferma a più riprese i suoi ideali sull’amore, eterni e forti. Accetta il gioco di Rodolphe avvertendolo di non sminuire il corteggiamento, perché se accettato dalla ragazza, una volta tradito lascia strascichi nel tempo. Osservandoli ed ascoltandoli, sono due giovanotti così lontani negli ideali: avventuriero l’uno, romantico l’altro. Inscindibili nella pittura cinematografica di Jean Renoir.

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Viceversa, la combriccola Defour, porta dietro a sé tutto lo stress cittadino: il padre ed il tonto genero Anatole sono il disordine per eccellenza. Monsieur Dofour alterna urla a pennichelle post-pranzo; da lezioni alla famiglia sui pesci del fiume e poi pesca scarpe. Anathole invece è semplicemente tonto.. Ognuno di loro è suggestionato dalla bellezza del luogo che li ospita, un oggetto estraneo che li coglie di sorpresa, quasi che la città con i suoi valori borghesi (il film è ambientato nella Parigi metà ottocento)si impegnasse a cancellare gli istinti che essa libera.

Proprio Madame Dofour ce lo conferma: prima colta da regressioni infantili salta sull’altalena insieme ad Henriette (attirando anche lei l’attenzione dei due ragazzi che decidono a chi le due donne andranno in sorte) cercando poi di stuzzicare gli istinti del marito oramai caduto nella siesta .

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Rodolphe ed Henri, raccogliendo piccoli dettagli sui movimenti della famiglia Defour, invitano madre e figlia per  un giro in barca, offrendo loro la possibilità d’apprezzare la straordinaria fauna della Senna. L’esca per avvicinarle è il cappello lasciato a terra da Henriette e le canne da pesca sono gli strumenti che addolciranno e daranno il consenso da parte di Monsieur Defour e Anathole. Così avviene. Il gioco degli sguardi improvvisi di Henriette e Henri cambiano le carte sulla tavola. Rodolphe accetta senza alcun rimorso e rincorre la bizzarra signora. Tra Henriette e Henry si instaura un dialogo fatto di sguardi profondi sul mondo che li circonda e la tentazione di entrambi è frenata dalla paura di rompere un incantesimo.. Il temporale in arrivo(auspicato in precedenza da Henri mentre organizzava con il compagno) sembra essere la scusa buona per tornare, ma la seconda strana coppia formatasi decide di continuare il tragitto. A questo punto Henriette e Henri accosteranno la barca a riva per passeggiare tra un mondo incontaminato, il suono degli usignoli, l’aria purificata. Henri abbraccerà, stringerà attorno a sé il corpo della ragazza prima restia, poi decisa di rompere l’incantesimo baciando il suo spasimante.

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Passano alcuni anni ed il ragazzo, diventato ora uomo, ripercorre il sentiero delle meraviglie tra il verde e i profumi della natura. Ad un certo punto scorge Henriette trasognante mentre osserva la bellezza che danza attorno a lei: si trova nello stesso luogo di alcuni anni prima. Affianco Anathole è addormentato a terra . I due si rincorrono e si abbracciano: è passato del tempo da quel giorno. Entrambi s’osservano e confessano, “qui ci sono i miei più bei ricordi”. Sicuramente ora ognuno lontano dal piccolo mondo che li ha circondati.

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Une partie de campagne (1936)

Dal racconto di Guy de Maupassant

Regia: Jean Renoir

Sceneggiatura: Jean Renoir

Fotografia: Claude Renoir

Scenografia: Robert Gys

Montaggio definitivo: Marinette Cadix, Marcelle Cravenne, sotto la direzione di Marguerite Houllè

Assistenti alla regia: Luchino Visconti, Jacques Becker, Jacques-Bernard Brunius, Yves Allègret, Henri Cartier Bresson, Claude Heymann.

Con : Sylvia Bataille (Henriette); Georges Saints- Saëns (Henry); Jane Marken (Juliette Dufour); Jacques Borel (Rodolphe); Andrè Gabriello (Monsieur Dufour); Paul Temps (Anathole); Jean Renoir (père Poulain)

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