Eleanor Coppola – Appunti dietro la Cinepresa di Apocalypse Now

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Baler, 6 maggio

Ieri pomeriggio verso le tre, ho deciso di riprendere David mentre girava con la cinepresa Astrovision dal Jet Mu-2. Doug e io siamo andati alla pista d’atterraggio, l’aereo era stato al sole tutto il giorno e sembrava proprio di entrare in sauna; nel giro di pochi minuti eravamo bagnati fradici di sudore. Siamo saliti sin sopra le nuvole, David ha cominciato a cercare i caccia F-5 filippini per fotografarli mentre provavano la ripresa di domani del bombardamento al napalm. La cinepresa era montata sotto la fusoliera dell’aereo e David la manovrava per mezzo di comandi a distanza, mentre guardava uno schermo televisivo all’interno della cabina.

Il secondo pilota aveva una radio VHF attaccata al finestrino per mettersi in contatto con i caccia. Il pilota e David guardavano da tutti e due i lati e si parlavano urlando sopra il poggiatesta. L’idea era di allineare l’MU-2 con i caccia filippini e di volare il più vicino possibile ad un angolatura tale da poterli riprendere. David urlava: “Dove sono ? Dove Sono ?”. Dalla carlinga rispondevano: “Sulla destra direzione nove”. Poi i caccia sono volati velocemente a sinistra in tutt’altra posizione. David è balzato fuori dal sedile, urlando e guardando fuori da tutti e due i lati. Abbiamo cominciato a scendere in picchiata, ci siamo inclinati per rituffarci di nuovo; a un certo punto siamo arrivati a gravità zero e ci siamo staccati di qualche centimetro dai sedili. Cominciavo a sentirmi male e guardavo Doug: era bianco come un cencio, aveva messo giù la cinepresa.  Mi ha chiesto: “Oddio, non hai mica un sacchetto di plastica ?” Ne avevo uno in cui c’era dentro il microfono del registratore e gliel’ho dato; lui ha cominciato a vomitarci dentro, ma era troppo piccolo, così il vomito s’è sparso dappertutto.

gggggggggggggggggggggg2 Allora gli ho dato la fodera del bracciolo. Continuavamo a scendere in picchiata, a inclinarci e a puntare di nuovo sugli F-5. Non potevo far niente per uscire, mi sentivo in trappola. Me ne stavo seduta in un bagno di sudore, avevo la sensazione che il mio corpo se ne andasse in pezzi mentre rigettavo ed avevo la diarrea.  Ho pensato perfino di togliermi la camicetta per vomitarci dentro. Alla fine non ce l’ho fatta più. La forza di gravità era così forte che non riuscivo a muovere nemmeno le braccia. Cominciai a ripetermi: “Posso farcela, posso farcela, posso farcela”, come un mantra di sopravvivenza. Ogni tanto aprivo gli occhi e il terreno era come una parete verde perpendicolare al finestrino, con le palme e le capanne appese. Poi si dileguavano ed ecco apparire di fianco la sabbia e l’acqua, proprio come un fondale di carta in continuo cambiamento. L’aereo cigolava ed era sollecitato al massimo, come se il pilota spingesse per superare la linea rossa dell’indicatore di velocità, nel tentativo di star dietro agli F-5.  Finalmente abbiamo ripreso quota e abbiamo rallentato. Vedevo da lontano Jet andarsene via a gran velocità e ho sentito il rumore del carrello d’atterraggio che usciva. Quando siamo atterrati, mi sono precipitata fuori dalla porta e mi sono lasciata cadere sulla pista.  A mezzanotte stavo ancora male. 

Fa talmente caldo che ho cominciato a sentirmi debole. Me ne sono andata in una piccola zona ombrosa e sto tentando di dimenticarmi per un momento che devo girare. Il sole s’è spostato un pò e così il mio piede sinistro è fuori dall’ombra, sembra che sia sul punto di gonfiarsi.  C’è un momento di calma generale, perchè questa scena era cominciata ieri mattina, quando ancora era buio e adesso c’è un sole abbagliante. I tecnici degli effetti speciali stanno spargendo della benzina per gli incendi lungo la linea dei bombardamenti al napalm. Certi tipi dietro di me stanno parlando delle tette della moglie di Terry.

                                    

                                                                Appunti dietro la cinepresa di Apocalypse Now

                                                                                      Edizioni il formichiere 

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