Testimonianze: David Lynch “O Così o Niente”

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                                                                                                                 O COSì O NIENTE     (Prima Parte)

 

TEXTURE. Mi interessano molto le texture… Per esempio, una volta avevo questo gatto morto. Me lo aveva dato un veterinario. Lo portai a casa. Fu davvero un’esperienza. Avevo preparatto tutto in cantina. Lo dissezionai. Poi lo misi in una bottiglia, ma la bottiglia aveva un piccolissimo foro. Il gatto vi entrò dentro come una materia gelatinosa, ma dove vi era il foro si produsse il rigor mortis… E’ come… come un’anatra.. Mi piace l’idea dell’anatra. Perchè c’è il becco, la testa, il collo, e poi c’è l’occhio. L’occhio è molto piccolo, ma riluce come un gioiello. E’ piccolo, ma richiama la stessa attenzione del corpo. Se il corpo fosse come l’occhio e l’occhio come il corpo non funzionerebbe. Queste cose mi fanno impazzire. Penso che queste proporzioni in natura, nell’anatra, significhino qualcosa. La proporzione tra l’occhio e il corpo, la materia, la complessità. Penso che nel dipingere si obbedisca incosciamente a queste regole. Tutte queste cose sono lì quando dissezioni qualcosa. La texture e le forme sono incredibili. Per questo ho dissezionato il gatto.

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CIO’ CHE E’ NASCOSTO. Ci sono molte cose nascoste che sembrano segreti; e tu non riesci a capire con certezza se sei solo un paranoico o se questi segreti ci sono davvero. Impari un poco alla volta, studiando scienze, che alcune cose sono nascoste, che ci sono cose che non puoi vedere. Hanno fatto degli esperimenti; sai che esistono cose come gli atomi che tu non puoi vedere. E la tua mente comincia a creare cose di cui preoccuparsi. E una volta che sei esposto a qualcosa di pauroso e ti accorgi che molte di queste cose non vanno bene e molta gente prende parte a cose orribili e strane, allora cominci a preoccuparti che la vita felice e pacifica che stai trascorrendo potrebbe scomparire. (1992)

INTERIORITA’ ED ESTERIORITA‘.  E’ come quando si vede un iceberg. Noi sappiamo che quello che appare fuori dall’acqua è solo una parte molto piccola di tutto il resto. Certo. Ci sono persone che mostrano di più ed altre di meno. Io sono interessato alle cose nascoste. Come uno psichiatra suppongo. Magari un pò più astratto. Attualmente sono poco coinvolto dai casi clinici. Mi piace ragionare visivamente sul rapporto tra interno ed esterno di un personaggio. E solitamente nei film questa interiorità viene fuori solo dai dialoghi. (1996)

CINEMA CLASSICO HOLLYWOODIANO. Non amo particolarmente questo genere di film, ma vado a vederli, per assicurarmi che essi non esercitano alcun potere su di me.. Preferisco che i film lasciano spazio al subconscio, come i film noir.. D’altra parte amo andare a curiosare nel subconscio, tuffarmi in quella zona infinita che si trova dietro la facciata del loro volto e pormi delle domande sulla loro anima, sui loro pensieri. Lo trovo affascinante. Mi sarebbe piaciuto fare lo psichiatra.(1987)

CINEMA E REALTA’. Vedo sempre più film più separati da qualunque tipo di realtà. Sono piuttosto simili a fiabe e sogni. Per me, non sono un modo per fare politica o una sorta di commento o un modo per insegnare qualcosa. Sono solo cose. E’ un altro mondo in cui scegli di entrare, se lo vuoi. Ma i film debbono obbedire a certe regole. Come la pittura. E queste regole sono astratte e si trovano nella natura. Una di queste è il Contrasto. Non può esserci una linea retta e una piatta di felicità. La gente si addormenterebbe. Perciò ci sono conflitti e lotte per la vita o la morte.(1984)

SPAZIO FILMICO.  Voglio fare film che non possano essere visti in auto, su un aereoplano o su una nave. Bisogna acquistare un biglietto del cinema per entrare in quel mondo, per vivere quell’esperienza. Mi piace pensare che si possa entrare a far parte di uno spazio che è uno spazio filmico, fosse anche per un solo momento e anche se fosse necessario tutto il resto del film perchè ciò accada. In questo spazio visivo e sonoro si conoscerebbe qualcosa o si proverebbe una sensazione che non si potrebbe provare se non ci fosse il cinema. So che ci deve essere una storia. Sono interessato a questo. Ma mi piace l’idea che un film possa essere un Film oltre che altre cose. (1992)

OSCURITA‘.  Come regista, mi piace che vi sia qualcosa di scuro nell’inquadratura. Se tutto è completamente illuminato e si può vedere ogni cosa, allora non c’è mistero. Non credo che un film scuro debba essere per forza deprimente. Un film può essere luminoso e pieno di colori e ciononostante deprimerti fino alla morte. (1986)

 

INTERVISTA TRATTA DA IL CASTORO CINEMA.

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