Archivio per gennaio, 2009

Scorsese By Hilmself

Posted in cinema, testimonianze with tags , , , , on gennaio 30, 2009 by alessandro dionisi

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ARTICOLO TRATTO DA IL CASTORO

 

INFANZIA, VOCAZIONE E PRIME ESPERIENZE

Quando si è stati allevati a Little Italy, che cosa puoi diventare, se non un gangster o prete ? Ora, io non potevo nè essere un o nè l’altro. Fisicamente, non potevo rappresentare un gangster accettabile. Mi facevo sempre picchiare. Vi ricordate Manhattan Melodrama (Le due strade, 1934, di Woodbridge Strong Van Dyke jr.), con Clark Gable che diventava un delinquente mentre William Powell era l’ex compagno eletto governante che lo fa condannare a morte? Ebbene, i miei amici sono sempre da quelle parti, si vestono sempre allo stesso modo, non sono cambiati granchè. Provo molta tenerezza per loro, ma ho dovuto cambiare strada per sopravvivere. Me la sono cavata parlando molto rapidamente, pronunciando discorsi insensati, facendo ridere gli altri con le mie assurde facezie.  E quando c’era una rissa, come per caso, io la mancavo sempre per pochissimi minuti. Senza troppi rimpianti..  Siamo tanti a essersi conciati male, rovinati distrutti in quelle stupide risse. Continua a leggere

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OnePlusOne 5 : Il Muro Del Benessere

Posted in 1+one, video with tags , , , , , on gennaio 28, 2009 by alessandro dionisi

La magia misteriosa della lanterna bergmaniana (seconda parte)

Posted in testimonianze with tags , , , on gennaio 24, 2009 by alessandro dionisi

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Nel sogno di regia, dunque, il linguaggio è pre-verbale, le battute sono incomprensibili. La macchina da presa confronta l’operatore con se stesso nei panni dell’attore. Ma questi ha introiettato la macchina da presa nel suo occhio mentre metà volto resta fuori campo. La situazione è interconnessa e sfuma nella regia che si trova così immersa in un clima ciclopico, monoculare, privo di profondità dove il terzo è escluso. L’onnipotenza del desiderio appiattisce gli attori contro la parete. L’unica via di uscita per una buona luminosità è quella di rinnovare la parete collegando l’esterno con l’interno (l’io e l’altro, il senso ed il significato, ecc..) ma questo potrebbe portare al collasso l’intera struttura. Questo rischio, presente nel sogno in modo esplicito, mi ha fatto pensare ai rischi insiti nella creatività che presuppone continuamente la capacità di accettare le valenze depressive della perdita e del limite che fanno intravedere il limite del limite che è la morte. Continua a leggere

Testimonianze: La magia misteriosa della lanterna bergmaniana (prima parte)

Posted in testimonianze with tags , , , on gennaio 23, 2009 by alessandro dionisi

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ARTICOLO TRATTO DA CINEMA NUOVO ANNO 37  – maggio-giugno 1988

Il fascino dell’autobiografia del grande regista svedese si dipana in una grande dimensione temporale che gradualmente vede trasformarsi il “tempo intenzionale”, continuamente in bilico tra l’onnipotenza della reversibilità e la commovente esperienza del “tempo vissuto”che si confronta con la creatività legata all’angoscia del limite, all’esperienza di perdita, alla pesantezza del corpo

                                                                                                                                                  di Sergio Fava

Qualche volta la lettura di una  autobiografia fornisce informazioni sull’autore ma non dà altrettanto dal punto di vista della risonanza e della comunicazione emotiva. Spesso la produzione artistica su temi formalmente distanti o marginali permette una più profonda comprensione dell’autore e di ciò che rappresenta in noi. Sembrerebbe cioè che un minimo di distanza sia utile per creare uno spazio dove l’artista e il suo fruitore possano elaborare quella serie di rimandi che rende possibile la fluttuazione tra senso e significato.

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Eleanor Coppola – Appunti dietro la cinepresa di Apocalypes Now

Posted in apocalypse now with tags , , , , on gennaio 18, 2009 by alessandro dionisi

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Baler, 10 maggio

Martin Sheen mi stava raccontato di quel che gli è capitato sul set. Finora, s’è tagliato la faccia e adesso ha quattro punti; poi, attraversando la strada a Baler, è svenuto per il caldo, allora l’hanno disteso in mezzo alla carreggiata con tutta le jeep che gli facevano il peso. Quando le barche che portavano la gente a colazione sono entrate in collisione, gli si è rovinata la cinepresa nuova. Poi, ieri sera ha cominciato a piovere forte, allora lui ha tappato i buchi delle zanzariere nella sua camera con della carta igienica, e stava cercando di togliere per poter chiudere le finestre. Era bagnato fradicio e il letto pure. Quando oramai aveva preso la decisione di andarsene nell’altro letto, ha smesso di piovere e s’è dovuto alzare e andare ad aprire le finestre, perchè c’era un’umidità troppo intensa. Ha dovuto rimettere su le zanzariere per tenere lontani gli insetti. Continua a leggere

Testimonianze: David Lynch – O Così o Niente (seconda parte)

Posted in testimonianze with tags , , , on gennaio 2, 2009 by alessandro dionisi

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                                                                                                                      O COSì O NIENTE 

 

IDEE. per fare cinema occorre saper pescare le idee. Quando vai a pesca, hai una canna e un amo su cui metti un esca, la getti nell’acqua e resti in attesa di un pesce. Quando hai un’idea, anche piccola, e ti metti a sedere con molta calma, quella piccola idea può diventare una specie di esca per un’altra idea, che arriva nuotando da sola. Così hai due idee che stanno bene insieme; poi, all’improvviso, da una parola ricavi una frase e da questa una scena intera. Non so come avviene, ma penso che sia un pò come pescare perchè devi stare molto tranquillo. Se sei troppo teso, queste idee non arrivano. Così prendi appunti e metti idee sulla carta. Poi, in un secondo tempo trascrivo il lavoro sul wordprocessor. (1992)

RUOLO DEL CINEASTA . Più cose si sanno meglio è. Mi piace farmi coinvolgere in ogni singolo aspetto della realizzazione del film. Adoro costruire cose; amo dipingere mi piace occuparmi di design e della scenografia dei film; e più si è consapevoli di questi aspetti, più si è tranquilli. Puoi parlare con i capi dei dipartimenti e discutere con loro in termini migliori. Il mio punto debole era la scrittura, ma ora amo scrivere e comincio ad occuparmi anche della musica. Inizialmente non ero interessato agli effetti sonori, poi ho incontrato Angelo Badalamenti, che mi ha fatto avvicinare al mondo della musica. Ogni singola parte di un film è un mondo a sè stante, e qualunque cosa tu conosca di un particolare aspetto, questo influenza positvamente il film. Bisogna occuparsi di qualsiasi cosa, e più lo si fa interessante, meglio è. (1986) Continua a leggere

Cape Fear – Il Promontorio della Paura (1991)

Posted in celluloide, cinema, cinema americano with tags , , , , , on gennaio 1, 2009 by alessandro dionisi

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CAPE FEAR – IL PROMONTORIO DELLA PAURA (1991)

A cura di Alessandro Dionisi

Ho sempre pensato che per un fiume così bello il nome Promontorio della Paura fosse mistificatorio. L’unica cosa di cui aver paura in quelle magiche estati era che la magia finisce e la realtà le piombasse nuovamente addosso …

Danny Bodwen

Max Cady (Robert De Niro), appartenente ad una setta di Pentecostali, esce di prigione con l’intenzione di vendicarsi del suo avvocato difensore Sam Bodwen, il quale durante un vecchio processo ha fatto scomparire le prove in suo favore. Cady è stato condannato per lo stupro di una sedicenne. Bodwen ha celato la promiscuità sessuale della ragazza, prove che avrebbero reso la sentenza probabilmente più clemente.

Ne Il Promontorio della Paura ci sono forti elementi e richiami teologici, sociali e morali, ma soprattutto una forte compresenza di mimesi da parte di Max e di autodistruzione nichilista. Continua a leggere