Taxi Driver (1976) – Martin Scorsese-

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                                                                                                                                  A cura di Alessandro Dionisi

Travis, è un ragazzo di 26 anni e si fa ingaggiare dalla Manhattan Cab Garage come tassista. Preferirebbe lavorare di notte. Nel colloquio dichiara che il suo problema è quello di non riuscire a prendere sonno: va in giro  fino al mattino in metropolitana e i film porno non lo aiutano a distrarsi. E’ un ragzzo che si sente con la coscienza a posto, pulita, trasparente. Ed anche i suoi precedenti sono così. Le scuole le ha fatte un pò alla buona , mentre il servizio militare lo ha passato nei Marines durante la guerra in Vietnam. La zona di servizio non fa differenza: Brooklyn, Harlem e Bronx per lui sono tutte uguali. Travis ha il solo desiderio di riucire a ridurre la forte insonnia che lo perseguita.

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Travis scrive su un  diario che aggiorna quotidianamente dove emerge tutto lo spaccato sociale dei quartieri che frequenta e un intenso nichilismo del personaggio:

lavoro dalle diciotto alle sei, guadagno trecento, trecentocinquanta dollari la settimana e anche di più quando va bene… 

L’inferno notturno offre maggior carne al fuoco per i suoi appunti quotidiani:

vengono fuori  gli animali più strani nella notte: puttane, sfruttatori, mendicanti, spaccaiatori di droga, ladri scapestrati. Un giorno o l’altro arriverà un nuovo giudizio universale e ripulirà le strade per sempre.

ed ancora:

Ogni volta che riporto la macchina in garage devo ripulire i sedili: sono sempre impiastrati. Certe volte c’è perfino del sangue.

Le ore notturne non mettono stanchezza a Travis, il quale passa alcune giornate a vedere porno-film in locali specializzati. Ed è in uno di questi che cerca di abbordare la cassiera che lo minaccia di chiamare la guardia di servizio se continua a chiedere informazioni. La vita di Travis è dipinta da un velo oscuro di solitidine esmplificata dalla frase che ripete a se stesso l’indomani sdraiato davanti lungo un letto posto in mezzo a delle stanze vuote il cui televisore è costantemente acceso:

12 ore al volante e non riesco a dormire. 12 ore al volante. I giorni sono interminabili, non finiscono mai. Io ho sempre sentito il bisogno di avere uno scopo nella vita. Devo cercare di avvicinarmi in mezzo ad altre persone.

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Poche ore dopo scorge in mezzo alla folla Betsy, ” un angelo immacolato in mezzo a tutto a quel sozzume”.  Travis la osserva e la segue. Nota che si occupa dell’uffficio stampa del senatore Charles Palntine, nuovo candidato alle elezioni presidenziali.  La ragazza collabora con un uomo, il superficiale Tom, capace di sparare sempre battute di poco conto per attirare la bellezza e la curiosità della ragazza. Travis osserva il tutto da dentro il taxi, bevendo coca cola. La ragazza vede l’uomo e mette subito alla prova la mascolinità di Tom, augurandogli la “buona fortuna”, il quale si avvicina alla macchina. Travis, visto l’ultimo movimento si allontana.  Durante la sera fa pausa presso la Belmore Cafeteria, un punto di ritrovo per tassisti, dove emerge la figura di Mago (Wizard), una specie di guru che fa gioco della sua esperienza per raccontare aneddoti particolari delle sue giornate in giro per i quartieri, oppure i suoi incontri e prestazioni sessuali con clienti donne. Mago presenta a Travis Denaro, un personaggio alquanto strano che gli chiede subito se gira con delle Colt, poichè i quatieri da lui frequentati non sono tra i più tranquilli.  Travis gli risponde negativamente e lancia uno sguardo distaccato alla gente che siede a bere , lo stesso sguardo che ha verso il mondo e chi lo popola.

Il 26 maggio, come ci racconta il nostro eroe, Travis entra deciso nel posto di lavoro di Betsy per conoscerla, con il pretesto di iscriversi come collaboratore volontario, mentre Tom poco prima tentava di abbordarla con delle frasi facili o banali e dei luoghi comuni.  Travis è notevolmente deciso, addirittura ripulito dai suoi soliti abiti e sbarbato.

Lei è la donna più bella che io abbia mai visto. Vuol venire a prendere un caffè con me ? Lei è una donna che si sente sola. L’ho capito da come muove la testa. Ho capito che non è felice. E la cosa di cui ha bisogno è un amico.

Besty dal canto suo non mostra una certa riluttanza e difatti accetta di prendere un caffè durante una pausa lavorativa alle ore 16. Travis ha così toccato il cielo con un dito, annota sul diario perfino le consumazioni che hanno ordinato. Durante la colazione i due familiarizzano rapidamente, parlano dei problemi nel loro rispettivo mondo lavorativo, Travis non manca di farle ulteriori apprezzamenti:

Le piace dove lavora ? Ha degli occhi bellissimi ! E quel tale le piace ? Secondo me ha grossi problemi: mi pare che sprechi molte energie. Ho sentito che tra noi c’è qualcosa che ci spinge l’uno all’altro e questo mi ha dato il diritto di parlare.

 Travis appare come un eroe ferito, i cui tagli si sono cicatrizzati e vuole salvare persone di cui prova un impulso forte da un branco insipido e violento. Coloro che sono il suo male interiore mai rimosso, l’ autolesionismo, l’ isolamento. A volte con Betsy cade con doppi sensi e la ragazza glielo fa notare:

Non ho conosciuto mai una persona come lei. Lo sa cosa mi fa venire in mente lei ? Quella canzone di Kris Kristofferson che dice: “è profeta e spacciatore. Un pò falso un pò sincero. Tutto contraddizioni”. Di contraddizioni lei ne ha tante.

La sera stessa gli capita di cariacare sul taxi il senatore Palantine. Riconosciuto dalle fotografie, Travis afferma di essere un suo accanito sostenitore che vorrebbe affiggere delle sue fotografie  in macchina, ma ordini superiori glielo impediscono. Compiaciuto Palantine gli chiede qual’è la cosa della nazione che gli sta più a cuore. Travis si abbandona ai desideri più sentiti quando il senatore gli confessa di aver appreso più dai tassisti e dalla gente comune che dai libri di scuola.

Non so molto di politca. Devono ripulire questa città. Devono buttare nel cesso tutta questa immondizia e poi tirare l’acqua. Lei è una brava persona e vincerà.

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Quando sale una piccola prostituta che chiede affannosamente di essere portata via, Travis rimane attonito, fermo, rabbioso. Il suo protettore la porta via con se lasciando un biglietto stracciato al tassinaro per pagare il disturbo. Travis lo nasconde in un taschino.  Travis e Betsy si incontrano e lui le regala il disco di Kristofferson, giustificando che con i soldi non ci fa niente. Difatti Travis non riesce a trovare interessi concreti, così immerso nel suo nichilismo e nel rancore verso la società che lo circonda. Travis accompagna la ragazza a vedere un documentario pornografico in uno di quei locali che frequenta. Betsy rimane digustata e dopo due scene fugge via. Travis, una volta rincorsa e raggiunta, le spiega che lui non sapeva, che per lui è normale e che ci vanno molte altre coppie. Ed infine che lui non sa niente di cinema. Nei giorni seguenti la chiama ossessivamente e le invia continuamente fiori che puntualmente vengono rispediti al mittente. Il suo appartamento si trasforma sempre più in una  specie loculo-mortuorio- puzzolente.

L’odore dei fiori mi dava la nausea e il mal di testa. Mi tortura. La salute è una cosa che dipende da come ti senti: più senti di sentirti male e più stai male. 

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Travis annota sul diario uno stato emotivo che sta cambiando: l’esasperazione porta allo scontro verbale con Betsy dove si vendica con pesanti insulti:

Io lo so .. lei vive e morirà come tutti gli altri e come tutti .. lei è fredda e insensibile .. ce n’è troppa di gente così.. 

Durante la sera sale un personaggio ambiguo, psicopatico (interpretato da Martin Scorsese) che con una calma fredda, inquietante ed autoritaria gli ordina di fermare il tassametro ed attendere. Infine gli mostra la vetrata da guardare, quella vetrata dove all’inteno la moglie fa del sesso con un nero.

Li dentro ci abita un nero. Io l’ammazzo. Non posso fare altro. Lo ammazzo !! Lo ammazzo con una 44 magnum. Dovrebbe vedere come riduce le gambette di una donnetta la 44 magnum. Lei crede che io sia pazzo. Non mi deve rispondere. Io pago.

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Questo incontro con il tipo porta ad un’uleriore riflessione dentro Travis. Guarda diversamente il mondo. La sera stessa incontra Mago e gli chiede di uscire un secondo per parlare. ” Mi vengono in testa cattivi pensieri”, esordisce Travis. ” Ho bisogno che faccia qualcosa  .. non so.. io vorrei..  ” . Mago gli risponde confusamente con la sua “filosofia di vita”, sintetizzando che l’uomo diventa il lavoro che fa. Pochi giorni dopo Travis assiste in televisione ad un’intervista del senatore Palantine il quale sfoggia parole  di pura demagogia, populiste. Parole che ilo orridiscono. Ora si sente maggiormente tradito da colui che per un attimo è apparso il suo eroe, colui che precedentemete sul taxi lo aveva ascoltato. La ferita  non è cicatrizzata: sgorga lacrime di sangue.  Il giorno dopo incontra un rappresentante d’armi e acquista svariate pistole tra cui la 44 Magnum, spendendo totalmente 775 dollari.

Nel suo diario avverte il suo cambiamento:

La solitudine mi ha perseguitato per tutta la vita, dappertutto: nei bar, in macchina, nei negozi..La mia vita ha preso di nuovo una piega. Sono nato per essere solo. I giorni passano come niente uno dietro l’altro: impossibile dirigerli. Tutti uguali, tutti in fila. Poi all’improvviso ecco il cambiamento.

Adesso devo mettermi subito in forma: stare seduto tutto il giorno mi ha fatto venire i muscoli flaccidi. Lontano dai nemici del mio corpo. Tutta la mia vita dovrà essere riorganizzata. Tutti i miei muscoli dovranno essere tesi. Plantine era lui il simbolo che di male era sempre successo a me.

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Nel giorno dei preparativi del comizio di Palantine, Travis prima stuzzica e poi chiede informazioni a un “gorilla” addetto alla vigilanza per essere assunto, dando dati falsi. Nel comtempo la sua preparazione comincia: si allena, tonifica i muscoli, mima antagonisti immagginari, combattimenti fittizi. 

State a sentire stronzi figli di puttana. Io ne ho abbastanza. Ho avuto anche troppa pazienza e non ho intenzione. Ho avuto anche troppa pazienza con voi sfruttatori, ladri, assassini, vigliacchi. Ho deciso di farla finita.

E nella notte quendo si ritrova in un supermarket a fare la spesa, un bandito solitario vuole scassinare la cassa. Travis spara un colpo e il padrone finisce di ucciderlo.

Prima di presentarsi all’appuntamento di Palantine scrive una lettera falsamente ottimista ai genitori:

Cari mamma e papà,

vi ricordo che il mese di luglio è quello nel quale cade non solo l’anniversario  del vostro matrimonio, ma anche il compleanno di papà e l’onomastico di mamma. Mi dispiace non ricordare esattamente le date .. mi dispiace non potervi mandare neanche il mio indirizzo postale come vi avevo promesso..  io sto bene di salute e guadagno molti soldi.. la delicatezza del lavoro che faccio per il governo richiede la più assoluta riservatezza..  

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L’indomani Travis rivede la prostituta dei giorni passati che passeggia in compagnia di un’amica e l’aggancia. Ma prima deve passare da Mathew, detto Sport, un tipo fin troppo spiritoso e alquanto antipatico per i gusti di Travis. Sport, lo identifica prima come cowboy poi come un detective. Travis va in stanza con la ragazza che prima le risponde svogliata di chiamarsi Easy e poi le confessa il suo vero nome, Iris. Travis non vuole fare del sesso con lei, ma proteggerla soprattutto ora che ha saputo che ha 13 anni. La invita in un bar per il giorno dopo ed Iris accetta:

Tu sei poco più di una bambina che deve studiare, avere un sacco di amici. Ma credi di essere furba di venderti per quattro soldi per un uomo qualunque, quello del portone ? Sport ha la faccia d’assassino.. lui è la feccia del mondo: è un mestiere sporco e lurido..

Iris si sensibilizza a lui e gli confessa che il suo sogno è quello di andare in una comunità hippy nel Vermont. Travis, invitato dalla ragazza, si finge un uomo al servizio del governo nella sezione narcotici. Ha oramai una missione da portare avanti e la vuole concludere. Passa i suoi pomeriggi a tirare al poligono per migliorare la mira. Dopo aver infilato una mazzetta di soldi in una busta indirizzata a Iris Steensman nella città natale a Pittsburg, si trasforma rasandosi il capo come un pellerossa per presentarsi al comizio di Palantine davanti ad una numerosa folla. Travis è armato fino al collo:

Adesso vedo con chiarezza che la mia vita ha avuto un solo scopo. Adesso l’ho capito. Non c’è mai stata un’altra scelta per me ! 

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Palantine comincia il suo discorso, Betsy è al suo fianco sorridente e applaude. Travis mette le mani nel giubotto, si avvicina al palco, ma uno degli agenti lo riconosce. Una volta che nota di essere stato beccato si da alla fuga, seminando gli agenti.  La vendetta definitiva non è stata compiuta; il ragazzo  non l’ha abbandonata. Ritorna nel luogo dove Iris lavora e, scontrandosi verbalmente con Sport,  lo ferisce. Travis ancora non è marchiato come assassino [non uccide definitivamente i suoi avversari e una volta sparato a Sport si allontana, si siede, prende coscienza prima di riavviarsi]. Entra nel condominio dove Iris ospita i clienti, sale scale buie. Al portiere che cerca di ostacolarlo gli mozza una mano con uno sparo. Spara nervosamente e i suoi colpi non vanno a bersaglio. Vuole avere tra le sue mani Iris. Lei deve salvare.

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La vittoria finale rappresenta la figura di un  eroe che salva la vittima prescelta dal diluvio universale. La disattenzione a colpire bene i suoi avversari porta Sport a risalire le scale ferito e a colpirlo. Ma Travis non crolla a terra a lo uccide insieme al portiere che, rialzatosi dal colpo, cerca di riafferrarlo di nuovo. Guarito dopo uno stato di coma , Travis appende sulle pareti i ritagli dei giornali che lo ritraggono come un eroe e riceve una lettera di ringraziamento dai genitori di Iris. 

Nell’ultima corsa serale s’imbatte con Betsy che sale nel suo taxi.  Il rifiuto finale di Travis nel confidarsi con la ragazza mentre lo osserva con ammirazione si evince nelle ultime frasi di questa meravigliosa pellicola di Martin Scorsese:

Ho sentito che Palantine ha vinto le primarie…

I giornali gonfiano sempre le cose. Mi fa male quando mi giro, poi mi passa ..

L’ultima sequenza ci mostra Betsy mentre ringrazia il suo eroe perduto che le ha offerto la corsa   e se ne sta un pò ferma a guardare il taxi che si allontana..

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TAXI DRIVER   (1976)

Regia:   Martin Scorsese

Soggetto e sceneggiatura: Fred Shuler

Montaggio: Tom Rolf; Melvin Shapiro

Scenografie: Chares Rosen

Effetti Speciali: Tony Parmelee

Musica: Bernard Hermann

Con: Robert De Niro (Travis); Jody Foster (Iris); Peter Boyle (Wizard); Cybill Sheperd (Betsy); Harvey Keytek (Sport) Martin Scorsese (passeggero maniaco) 

 


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2 Risposte to “Taxi Driver (1976) – Martin Scorsese-”

  1. Bello, complimenti.

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