Testimonianze : Pier Paolo Pasolini [Prima della Rivoluzione]

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Articolo tratto dal testo Bernardo Bertolucci

Dino Audino Autore

Le immobilità ossessive dell’inquadratura sono tipiche anche nel film di Bertolucci Prima della Rivoluzione. Esse, però, hanno un significato diverso che per Antonioni. Non è il frammento di mondo racchiuso nell’inquadratura e trasformato dall’inquadratura in un pezzo di bellezza figurativa a se stante, che interessa Bertolucci, come interessa Antonioni. Il formalismo di Bertolucci è infinitamente meno pittorico; e la sua inquadratura non opera metaforicamente sulla realtà, sezionandola in tanti luoghi misteriosi autonomi come quadri. L’inquadratura di Bertolucci aderisce alla realtà, secondo un canone in un certo modo realistico (secondo una lingua di di tecnica poetica, come vedremo, seguita dai classici, da Charlot a Bergman): l’immobilità dell’inquadratura su un pezzo di realtà (il fiume di Parma, le strade di Parma, ecc.) sta a testimoniare l’eleganza di un amore indeciso e fondo, proprio per questo pezzo di realtà ..

I momenti espressivi del film sono, appunto, le “insistenze” delle inquadrature e dei ritmi di montaggio, il cui realismo d’impianto (l’ascendenza neorealistica rosseliniana, e il realismo mitico di qualche maestro più giovane) si carica attraverso la durata abnorme di un’inquadratura o di un ritmo di montaggio, fino ad esplodere in una sorta di scandalo tecnico. Tale insistenza sui particolari, specie sui particolari degli excursus, è una deviazione rispetto al sistema del film: è la tentazione a fare un altro film. Insomma la presenza dell’autore che trascende il suo film, in una libertà abnorme, che è poi l’ispirazione latente dell’amore per il mondo poetico delle proprie esperienze vitali. Un momento di soggettività nuda e  cruda, in natura, in un film (come in quello di Antonioni) la cui soggettività è tutta mistificata attraverso quel processo di falso oggettivismo a una “soggettività libera indiretta” pretestuale. Insomma, sotto la tecnica prodotta dallo stato d’animo disorientato, incoordinante, assillato dai particolari, attratto da attenzioni coatte ecc. ecc. della protagonista, affiora continuamente il mondo com’è visto dall’autore non meno nevrotico: dominato da uno spirito elegiaco,elegante e non mai classicistico.

Pier Paolo Pasolini

[la mimesi dello sguardo, Milano, 1965)

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