Woody Allen su Un’ altra donna

un6Un’altra donna è un film in cui c’è Sven Nykvist come direttore della fotografia. Secondo te quali sono le sue principali qualità ?

Credo che Sven sia uno dei pochi grandi direttori della fotografia del mondo, e ciò che lo rende grande è il fatto che mette del sentimento nel proprio lavoro. Si può sempre cercare di analizzare cosa rende grande un direttore della fotografia. Uno usa le luci come Carlo Di Palma, facendo prevalere il chiaro. Un’altro, invece , preferisce le ombre come Gordon Willis. Hanno tutti la loro filosofia su come lavorare. A uno piace molto muovere la macchina da presa, a un altro, invece non piace muoverla troppo. Ma, alla fine, ciò che conta è il sentimento. E Sven mette del sentimento nel suo lavoro. Voglio dire, i film che ha fatto con Bergman sono straordinari. Persona è una bellissima opera d’arte, molto poetica anche per quanto riguarda la fotografia. Sussurri e grida è bellissimo, Fanny & Alexander è bellissimo. Sono tutti meravigliosi, ma questi tre particolarmente affascinanti.Cosa ti piace specificatamente nelle sue fotografie ?

Bè, l’estetica che è alla base. Come per qualsiasi direttore della fotografia, si può scomporre il suo lavoro e parlare di luci, della composizione e del movimento della cinepresa. Ma in realtà non si tratta affatto di questo. E’ un qualcosa che non si può davvero definire. Molti direttori della fotografia fanno delle buone composizioni e illuminano bene la scena, ma in ultima analisi esistono delle componenti indefinibili. E’ come dire: ” Come mai Charlie Chaplin fa così ridere ed altri comici meno ?” Sven ha portato questa dote naturale, punto e basta. Lo stesso vale per Carlo. E’ una capacità intangibile che certe persone hanno. E Sven ce l’ha.

Naturalmente, Sven è stato un collaboratore importante in Un’altra donna. Un’altra collaboratrice un51, e forse anche più importante, è stata Gena Rowlands. Per me, lei e la storia sono quasi la stessa cosa. E’ difficile immaginare il film con qualsisi altra attrice. Mentre scrivevi il copione, avevi in mente proprio lei ?

No, non lo scrissi con lei in mente, ma fu lei che scelse per prima la parte. A suo tempo, le avevo chisto di interpretare il ruolo della madre in Settembre, ma lei non si sentiva adatta. Riteneva di non essere abbastanza esuberante. Poi temeva che, siccome aveva rifiutato quella parte, io non le avrei più nulla offerto in futuro. Talvolta glia attori pensano che i registi si arrabbino con loro se rifiutano se rifiutano il ruolo che gli offrono. Ma naturalmente è una sciocchezza. Perciò per Un’altra donna le chiesi di recitare la parte della protagonista, e lei accettò. Anche lei è una delle nostre grandi attrici, ha un enorme talento ed è assolutamente professionale.

Come é nata questa storia?

E’ una cosa interessante. Molti anni prima di scrivere la storia di Un’altra donna, cominciai a pensare a un film in cui abitavo in un appartamento e, attraverso il condotto di aereazione, sentivo quello che succedeva nell’appartamento sotto il mio.  E sentivo uno psichiatra che curava i suoi pazienti. Comincia  curare una donna e lei parla dei suoi segreti più intimi. Allora guardo fuori dalla finestra, perchè la sento parlare, e vedo che è bellissima. Perciò vado al piano di sotto e faccio in modo d’incontrarla. So esattamente cosa sogna in un uomo e cosa vede in lui, perciò cerco di essere così. Pensai per un pò a quell’idea e la tenni da parte. Poi un giorno mi dissi: “Non sarebbe interessante usare quest’idea per un film drammatico ? con una donna che ascolta una conversazione dell’appartamento accanto. Ma cosa dovrebbe sapere ?” Allora pensai: ” E se fosse una donna forte dal punto di vista intellettuale e bloccata dai sentimenti ? E arrivai a capire che suo marito ha una relazione con un’altra donna, che suo fratello non trova simpatia per lei e che i suoi amici non l’apprezzano davvero “. Sarebbe stata un’insegnante di filosofia, che aveva sempre voluto tenere lontana dalla vita tutti i suoi sentimenti personali. E finalmente arriva al punto della sua esistenza che non può più continuare a comportarsi in questo modo. I sentimenti cominciano letteralmente ad arrivarle attraverso le pareti, i suoni della sua inquietudine interiore cominciano a trapelare dalle pareti per parlarle. Ecco come cominciò a prendere forma la storia.

INTERVISTA TRATTA DAL TESTO

IO, WOODY E ALLEN

Un regista si racconta

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