Onde – un film di Federico Fei (2005)

o9Una steadicam avanza lungo corridoi interni di una nave, alla ricerca di un qualcosa a noi ignoto. I movimenti della macchina creano uno stato di tensione, mentre i suoni in presa diretta sono dilatati ed i rumori ci proiettano nello stato d’animo di qualcuno. La nave è una crociera dove Francesca (Anita Caprioli) lavora come hostess. E’ da qui che ripercorre il suo vissuto. Onde è la storia di un’amore mancato tra due persone, Francesca e Luca, ognuno  portatore di un handicap differente.

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Estetico, una macchia sul viso, quello di Francesca; Esterno/interiore, la cecità, quello di Luca(Ignazio Oliva). La regia di Francesco Fei per questo film è molto raffinata: innanzitutto ci mostra una storia non urlata e non accativante. Al contrario, narra attraverso le immagini, catturando gli stati emotivi dei protagonisti. E’ una storia narrata grazie ai suoni in presa diretta dilazionati; dai rumori amplificati o minimali, decodificatori dell’umore dei personaggi e della città. Conosciamo una Genova nascosta, angusta , con angoli della città geograficamente vicini ma paradossalmente lontani. In diverse circostanze la scopriamo simbolica: la bellezza del Monte Fasce contaminato da ripetitori ed onde magnetiche. Un luogo sovrastato dalla tecnologia, la cui simbologia raddoppia quando una croce in ferro si eleva al centro dei ripetitori: anch’essa capta segnali. Conosciamo la spiaggia sotto il Monte Fasce dipinta di granelli bianchi e circondata da un mare azzurro, luogo dove vengono girati spot per creme abbronzanti. Ma tutto questo, racconta Luca, è frutto di rifiuti tossici che hanno reso paradossale il tutto: una fetta del lungomare ligure simile ad una spiaggia caraibica.

o31o23o6o8Francesca e Luca , sono due persone completamente diverse. Soprattutto gesticono diversamente il loro handicap e sono incapaci di avvicinarsi serenamente l’uno verso l’altro. Francesco è cieco da diversi anni. La cecità la vive senza estenuanti stati depressivi: è una persona viva, estremamente curiosa ed interessata alla vita. Affronta la sua diversità con naturalezza. E’ un ragazzo ipersensibile ai suoni esterni, interiori, ai rumori, e la musica lo aiuta in tutto questo. Difatti suona, produce rumori chitarristici, campionamenti. Gode di una certa capacità di ricrearli, sperimentarli. Francesca convive fin da bambina con un problema estetico: una voglia sul viso. Questo handicap l’ha resa negli anni una persona implosa emotivamente. L’ossessione pulsa e la frena dagli sguardi altrui; il guscio si chiude maggiormente se la gente la osserva con morbosa curiosità o per banale carineria. Francesca nasconde se stessa. Convive con Marina(Marina Remi), una coetanea molto più disinibita, affettuosa nei suoi confronti. Marina percepisce il dolore oscuro della compagna e cerca di spronarla quando l’occasione si presenta, per il lavoro come per le relazioni sociali. I consigli tornano spesso indietro, poichè il muro di gomma di Francesca si erge e rimbalzano automaticamente. Trova il mondo esterno eccessivamente forte, capace di chiudere le porte a coloro che non superano la soglia richiesta di apparenza e bellezza. Questa ossessione la percorre, mettendola spesso di fronte lo specchio a truccarsi, camuffarsi il viso con un deciso colore. L’occhio di Francesca scruta i movimenti della sua città. Lo sguardo si sofferma verso le mura controllate e si concentra, sentendosi liberata, quando ragazzi mascherati imbrattano le telecamere di sorveglianza poste in ogni angolo. Gli occhi ridono allo spray riversato dalle bombolette di vernice.

o26o27o32o37In diverse sequenze le immagini ci raccontano lo stato di tensione avvertito.

Le immagini raccontano uno stile narrativo molto raffinato che ho apprezzato con gusto. Le Immagini narrano di vicoli stretti e poco illuminati, di gallerie percorse in solitudine, di lunghe passeggiate. Dentro Francesca, in diverse occasioni, si sveglia un mostro che la lascia senza respiro. Il film è una partitura di stati d’animo, onde di pensiero. Sono presenti numerosi passaggi temporali: dal presente (Francesca sulla nave mentre lavora)al passato (memoria della storia con Luca)fino al passato remoto (l’infanzia di Francesca). I due si incontrano casualmente mentre passeggiano affianco al grande acquario, in un ambiente chiuso, senza alcun rumore. Francesca si trova li per caso ( è andata a trovare Marina che lavora nei pressi). Luca avverte la presenza di un personaggio interessante, percepisce sensazioni e la invita a fermarsi, a guardare lo spettacolo di fronte a sè, i suggestivi colori e le ombre che si sussseguono.

o39o75o59o41Francesca all’inizio è diffidente ma poi, incuriosita, lo segue. Pone delle domande al ragazzo sulla cecità di cui è vittima con un certo imbarazzo. Gli occhi scrutano il mondo di Luca, le percezioni quello di Francesca. Il ragazzo capisce che ha di fronte una persona intrappolata dentro le proprie paranoie. Luca le propone subito di uscire insieme con lui, la segue sul posto di lavoro, ottenendo un si per il pranzo assieme. La curiosità oramai non inibisce la ragazza anche se il suo umore è cangiante ed egoistico. Non conosce razionalità ed equilibrio. Francesca esplica in parte ciò che vede, mentre Luca in toto ciò che sente. Le gestuallità insofferenti del viso sono pari all’attenzione che il ragazzo le dona. E così nasce una relazione tra i due predominata da attimi di silenzio, di fobie non confessate.

o45o19o51o47Francesca è prigioniera dei suoi pensieri. Cerca inconsciamente un rifugio ancor più grande della sua corazza. Lo trova nella casa spaziosa di Luca, dove ora ha l’opportunità d’osservare lo studio di registrazione, il suo mondo ed infine scoprire da vicino come il ragazzo vive l’handicap. L’imbarazzo non riesce a liquefarsi, a renderla meno inibita. In alcune circostanze raggiungono momenti alti di felicità, frutto di ironia, spirito e tranquillità. Ma anche in queste circostanze la ragazza non riesce confessare la sua diversità estetica al ragazzo. Siamo oramai al preludio dell’abbandono. Alex (Filippo Timi)un tipo alquanto eccentrico, è interessato alla musica di Luca. Vorrebbe una colonna sonora per delle immagini. Il giovane lavora in televisione ed è scaltro nel proprio lavoro. Il suo arrivo da un lato getta gioia e si rivela una sorpresa inaspettata per Luca, ma diventa per Francesca un personaggio che si è intrufolato nel suo rifugio, s’è ifiltrato nel suo amore egoistico. Il comportamento della ragazza diventa maleducato e sgarbato con Alex e rivendicativo con Luca.

o64o53o54o61Il giorno in cui Alex entra in casa la ragazza lo tratta male, dopo essersi soprattutto accorta che le ha scoperto la macchia sul viso (le volte precedenti l’aveva coperta con il trucco). Francesca fugge da Luca e va nuovamente incontro a delle paranoie amplificate. Ricomincia a lavorare come hostess da crociera seguendo il consiglio di Marina. Il tempo necessario per pensare con maggiore lucidità e tornare da Luca, probabilmente per raccontargli il suo handicap che l’allontana dal mondo visivo, dalle relazioni umane. Entra in una casa vuota, spogliata dal colore degli strumenti musicali, dal respiro degli amplificatori e dall’odore dei nastri. Francesca rimane sola nelle stanze vuote, mentre l’ultima nell’ultima sequenza i due ragazzi sorridono, corrono lungo la spiaggia. C’è felicità, amore, serenità. Un finale aperto.

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Onde (2005)

Produzione: Italia/indipendente

Un film scritto e diretto da: Francesco Fei

Montaggio: Claudio Bonafede

Soggetto e Sceneggiatura: Francesco Fei, Pier Nosari in collaborazione con Federica Masin

Direttore della fotografia: Matteo De Martini

Suono in presa diretta: Roberto Mozzarelli

Operatore steadicam: Luca Dell’oro

C on:Anita Caprioli, Ignazio Oliva, Marina Remi, Filippo Timi

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4 Risposte to “Onde – un film di Federico Fei (2005)”

  1. federico Says:

    Se non sbaglio Onde è stato distribuito pochissimo, a luglio, durante il mondiale 2006.. Un gran peccato perchè è veramente un bel film delicato su un argomento non banale. Molti altri registi ne avrebbero abusato di drammaticità, lieto fine o come hai scritto anche tu di carinerie..
    Ciao da Federico

  2. Mi trovi perfettamente d’accordo !!!
    Alex

  3. Ciao Ale !! Finalmente una bella recensione su Onde ! Mi associo a voi due: un bel film sottovalutato, ben diretto e in una città stupenda.
    Come vanno i lavori di scrittura ?
    Un bacio, Laura 🙂

  4. Ciao Laura !! Bene, bene.. con le solite pause. Aspetto di leggere al più presto qualcosa di tuo !! Un bacio, alex

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