Eleanor Coppola: dietro la cinepresa di Apocalypse Now

torre4Baler, 12 maggio

Stamattina, John mi ha raccontato la storia della tigre sull’aeroplano. Ha detto che il pilota era saltato a terra dal finestrino della carlinga, il che era un gran bel salto. Dopo che erano riusciti a ricacciare la tigre nella gabbia, per cui hanno preso una scala e lui è salito prima sull’ala e poi è entrato nella carlinga attraverso il finestrino e non è più uscito finchè non sono atterrati e hanno poi portato via la tigre.

Me ne stavo seduta su un paio di enormi foglie: la terra è ancora bagnata, deve essere piovuto parecchio la notte scorsa. Sono appoggiata a un tronco di palme di cocco. Ho guardato in alto. Ero piena di noci di cocco. Mi pare di ricordare che qualcuno mi deve aver detto che crepi, se tene cade una in testa. infatti adesso che mi guardo in giro, non c’è nessuno che ci sia seduto sotto. Dev’ esserci dell’acqua qui vicino, perchè sta avanzando piano piano un piccolo paguro con la conchiglia a chiocciola. Ieri una giovane donna ha intervistato Travis sul set e gli ha chiesto:

“Ora che lei è un uomo arrivato, famoso in tutto il mondo, ha ancora sfide da affrontare ?”    Francis le ha risposto: “Sto cercando semplicemente di vivere alla giornata”. Ed era sincero. Era stato sopraffatto da tutti i problemi della produzione.

torre1Certo, esistono anche adesso, ma con il nuovo staff di produzione ci sono altri responsabili e per Francis il punto focale s’è spostato sul proprio lavoro. Finchè l’attenzione si volgeva su problemi grossi, ma oggettivi. Invece negli ultimi giorni il lavoro è diventato un tentativo di comprensione profonda con gli attori e il punto centrale è scrivere e dirigere. Francis deve confrontarsi con se stesso. Lavora con un metodo che talvolta permette dei risultati incredibili, ma comporta anche rischi e disagi. Oggi sta aspettando fino all’ultimo momento a mettere in funzione la macchina da presa e il dialogo.

La notte scorsa ci siamo fermati a Baler. Non l’avevamo programmato, hanno girato fino  a tardi. Non si può volare dopo il coprifuoco ufficiale, che è alle 6, 08 del pomeriggio. Ci siamo fermati nella casa del giudice che la produzione ha affittato per alcuni attori.  Janet e Martin Sheen hanno messo nello spogliatoio tutto quanto poteva servirci: c’era un flacone di vitamine, uno spazzolino da denti e un dentifricio, shampoo, crema da barba e un rasoio, deodorante, una bottiglia di un anonimo olio per il corpo, acqua di colonia, una foto del papa e un’immagine della madonna, un libro di filosofia cinese, un preservativo Trojan, una camicia pulita per ciascuno e un pacchetto d spille da balia.

torre2L’erogatore di energia elettrica di Baler venne distrutto da un tifone dieci anni fa e non è stato mai sostituito. La produzione ne ha comprato uno nuovo, ma non è sufficiente per tutta la città. Ho fatto una passeggiata. Le strade erano buie. Solo le case affittate per il cast e per gli operai erano ben illuminate . Le altre case e i negozietti erano illuminati da lampade a cherosene o da candele. Dall’ombra emergevano e scomparivano le facce della gente. Sono passata davanti alla gabbia della tigre, fatta con canne da bambù. Francis e io siamo andati a cena a casa degli operatori italiani. Io ero seduta vicino a Vittorio. Ha cominciato a dirmi che è stato lì lì per rifiutare questo lavoro, perché non aveva mai lavorato con una produzione americana e aveva paura di non essere abbastanza preciso e meticoloso, forse non era in grado di farlo all’americana. A un certo punto Francis si è unito alla conversazione. Aveva bevuto molto vino e aveva parlato con tanta gente. Ha detto: ” Vittorio, devo confessarti una cosa. Ogni giorno ho paura che tu pensi che io sia uno stronzo perchè non sono abbastanza preciso, ma sto cercando un modo mio, una direzione per questo film “. Vittorio ci parlava in Inglese e Francis gli rispondeva in italiano.

torre3Poco prima Francis aveva parlato con Martin Shenn di come fosse spaventato dal fatto che nessuno alla produzione aveva la minima idea se il film fosse bello o brutto. Gli ho detto:  “Certo, se gli operai pensano che una scena sia divertente o qualcuno ti dice che gli attacchi sono straordinari, stai attento; perchè se qualcosa funziona bene per conto suo, di solito significa che è troppo autosufficente e con molta probabilità non c’entra con la struttura generale del film”. Stava raccontando a Marty che, durante le riprese de Il Padrino era seduto sulla tazza del gabinetto degli studi e due membri della troupe erano entrati nel bagno. Dicevano che il film era proprio una merda e quella testa di cazzo del regista non sapeva cosa stesse facendo. Francis raccontò che aveva sollevato i piedi per non farsi riconoscere dalle scarpe. Ora sente che tutti quelli della produzione stanno a osservare quello che fa e si dicono fra di loro: “Questo è un sacco di merda !Questo è il regista de Il Padrino ?  Per me non conta un cazzo”.

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