Scarface: la creazione [prima parte]

Brian De Palma: All’inizio pensavo di girare tutto il film a Miami, perchè la storia è ambientata li. Cercammo delle location in Florida e volevamo andare lì. Ma la comunità cubana si sentiva oltraggiata dal modo in cui la dipingevamo e ci cacciò via dalla città. Credo che la cosa più stupefacente di Al Pacino sia il suo volto. Quando si gira durante le prime riprese, si vuole fare in modo che il protagonista abbia un’entrata ad effetto. E la faccia, il personaggio, la camicia assurda che indossa, la cicatrice, il modo in cui si muove e parla. Vuoi colpire il pubblico con qualcosa che non ha mai visto. Era stato visto tutto al Tg, ma nessuno l’aveva mai visto in un film. Il modo in cui i Gangster cubani parlano e si muovono è perfettamente rappresentato in quel primo piano. Oliver ha scritto questa scena benissimo. Aveva paura che la cicatrice che si vedesse potesse sembrare finta, fosse troppo grande, troppo piccola. Così abbiamo fatto parecchie prove trucco fino a quando eravamo tutti soddisfatti.

Martin Bregman (produttore)

Eravamo convinti che questo film fosse finanziato da Castro, ma ovviamente non era vero. Castro non c’entrava niente.  Giravamo un film sui gangster. Giravamo un film teatrale. Un film teatrale artistico. Ma molte persone della comunità cubana, poche al dire il vero, erano convinte che volessimo danneggiare la loro reputazione collettiva. Ci furono molte minacce, e pensammo che sarebbe stato meglio spostare la produzione da Miami alla California. Gli eventi personali, le guerre, la lotta per la droga, le torture, il massacro della motosega, erano basati tutti su fatti reali. Completamente. Ci ha dato una grossa mano la procura americana laggiù. Ci hanno mostrato rapporti, le cassette, le vhs delle scene del crimine. Tutta la violenza del film ha avuto luogo veramente.

John A. Alonzo(direttore della fotografia) : Credo che a Brian piacciano le riprese dalla gru, le inquadrature a piombo, le angolazioni a volo d’uccello. Alcune cose in Scarface nacquero per necessità. Per esempio l’apertura di un campo lungo per profughi cubani sotto i ponti dell’autostrada. Se fossimo rimasti più alti, avreste capito che era Los Angeles e non Miami. Notate la presentazione, come se scendessimo dal cielo solo per venire a vedere, a dare un’occhiata a questa gente che è confinata. A Brian gli piace molto muovere la cinepresa, ma non lo fa in modo arbitrario. Non è semplicemente quella che chiamo ginnastica fotografica. Sposta le cineprese in un modo che è consono alla storia. Credo che le idee di Brian sull’apertura di Scarface fossero molto interessanti e abbastanza contro corrente, per capirci.. Invece di uscire una ripresa eseguita da una gru, per introdurre il personaggio, lo presenta attraverso il primo piano, seduto su una sedia, mentre la cinepresa gli gira intorno a 360°. Fece la sua interpretazione e ci furono 5/6 ciack.

Brian De Palma

Eravamo tutti vicini ed io pensavo che era tutto affascinante. In altre parole stavo presentando al pubblico quella faccia. Il copione era così buono che si percepiva subito la sua personalità. L’arroganza, il machismo latino di questo uomo che ha una cicatrice sul volto.

Al Pacino:Sapevo che il personaggio ci sapeva fare con il coltello, che aveva lottato con un coltello e la cicatrice era dovuta ad una di quelle zuffe. Pensavo che sarebbe stato bello, se avesse tagliato il sopracciglio. Durante la lotta aveva spostato la testa e così il taglio si era allungato in questa parte del volto. Così ne ho una qui e una qua. Mi piace che la cicatrice sia in posti diversi, perchè evoca l’impetuosità di questo tizio. Si cacciava sempre nei guai.

Oliver Stone (Sceneggiatore)

La scena della motosega era basata su un fatto reale. Frequentavo i dipartimenti di Miami, di Dade e quelli di Fort Lauderdale, che avevano un’altra versione della storia. Quei tre dipartimenti avevano parecchi casi di omicidio.

Brian De Palma : Oliver scrisse la scena ed io dovetti trovare il modo per girarla senza trasformarla in The texas Chain  saix massacre .

Al Pacino: E’ la tipica scena di De Palma. Mentre la stai girando ti accorgi che hai predisposto tutto con una forte comprensione visiva di quello che vuole fare, di come costruire il tutto. Lo trovo ammirevole. Ero in scena ed era come se già fosse tutto predisposto, pianificato. Per cui non è stato diffucile.

John A. Alonzo: Brian faceva muovere una gru gigante da un Motel verso Steven Bauer che flirtava con la ragazza con il costume. Poi tornava indietro e così facendo accresceva la tensione. Quella panoramica a schiaffo io la chiamo “punto di vista del regista”. Come un voyeur guarda dentro alla finestra e, non vedendo nulla, torna giù. Era questa la sensazione che mi dava. Dentro a quella stanza del Motel tutti quelli che incontro mi chiedono:” E’ terribile quando gli tagliano il braccio.” Rispondo sempre:”Non si vede niente.” Si capisce dalla reazione di Pacino e dalla sua reazione, ma non si vede niente. Per me è sintomo di un’ottima regia, il fatto che si abbia l’impressionedi aver visto qualcosa che in realtà non è stato mostrato.

Martin Bregman (produttore)

Quando uscì  Scarface, la scena della doccia fu condannata da quasi tutti quanti i principali critici del paese come una scena particolarmente violenta e disgustosa.Ma se la si osserva attentamente si nota che non mostriamo nulla. E’ il suono che rende l’dea. Il suono. l’espressione del volto e il sangue. Ma in quella scena non mostriamo altro. Non si vede niente. E’ l’immaginazione degli spettatori, il che significa che la regia è ottima. Probabilmente è una delle cose più interessanti che Brian abbia fatto.

Brian De Palma:In una ripresa di quel tipo ci sono oggetti di scena che si usano oppure no.Forse c’erano delle parti del corpo a penzoloni, e  se le abbiamo riprese, le abbiamo tagliate, o non le abbiamo filmate affatto. Ma l’intenzione era sempre di suggerire quello che accadeva. Si sentiva, non c’era bisogno di vedere nulla. Volevamo dipingere il mondo in cui vivono questi tizi, e una volta che inserisci una scena molto violenta all’inizio del film, non c’è bisogno di fare molto altro.

John A. Alonzo (direttore della fotografia) : Credevo che Brian avrebbe fornito dettagli precisi su come voleva fosse a fotografia, su cosa voleva lavorare. Disse solo: “John, voglio che tu mi dici solo delle belle inquadrature. A inserire la violenza ci penso io.”

Brian De Palma: il film intendeva scioccare. E’ un ambiente scioccante, e questi erano gangster come non se ne erano mai visti prima. Abbiamo girato delle inquadrature in cui F. Murray era appeso ad una gru. Ma lo stuntman Dick Ziker si è dovuto buttare da un elicottero con un cappio al collo. Non era mai successo prima. Ricordo che è stata una giornata carica di tensione. Un paio di cineprese riprendevano l’elicottero, poi spinsero lo stuntman fuori dall’apparecchio. Abbiamo fatto un montaggio incrociato con Murry che penzolava dalla gru. Volevo che i colori fossero moderni, accesi,acrilici, pastelli vibranti e non i soliti colori da film noir. Perchè il sud della Florida è così. Questi tizi si vestivano di bianco, non di nero. Scarfiotti ha creato uno stile fantastico per il film.. Era un genio.

John A. Alonzo : Il club baby lon di Scarface è un set straordinario preparato da Nando Scarfiotti. Prima che vedessi il set mi avvisò, o meglio, non mi avvisò, ma mi disse. ” Hai problemi con i specchi?” Risposi di no. Credevo ci fossero uno o due specchi. Quando entrai vidi 15 pannelli di specchi, tutti intorno alla stanza. E la ciliegina sulla torta fu Brian che disse: ” Mi piace girare con 2 oppure 3 cineprese!!”. Così fu ancora più strano, perchè dovevo far si che le cineprese non riflettessero sugli specchi ed evitare di riprendere le altre cineprese, e che gli specchi infranti dai proiettili non causassero riflessi accidentali. Star Parks e Ken Pepiet erano gli addetti agli effetti meccanici. Si occupavano delle esplosioni, della pirotecnica e cose simili. Avevano molto talento. Avevamo tutti paura che gli specchi che esplodevano così vicino a Pacino, volassero da tutte le parti. Non potevano essere di plastica, altrimenti non si sarebbero rotti. Dovevano essere cristalli in modo che potesse esserci l’implosione. Hanno fatto una cosa molto intelligente. Li hanno fatti implodere in modo da tenere le schegge lontane dal lato di Pacino.

Steven Bauer “Manny”

Poi andammo sul set. I set erano così. Ne leggevamo la descrizione sul copione da mesi, e improvvisamente eravamo lì. Li avevano costruiti sui set insonorizzati della Universal. Entrai e pensai:” Ora si che capisco dove sono.”

Al Pacino: Sin dall’inizio avevo pensato che lo humor fosse necessario per capire il personaggio, per poter anche ridere di lui. Altrimenti sarebbe stata una via a senso unico. E’ necessario trovare quelle particolarità, quei cambiamenti, quelle ironie che rendono il personaggio più intelligente. perchè non rimanga ad una sola dimensione. Altrimenti sarebbe sciocco e pesante..

Testimonianze tratte dal dvd SCARFACE

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4 Risposte to “Scarface: la creazione [prima parte]”

  1. Gran bell’approfondimento su questo che è uno dei miei film preferiti. Pur discostandosi dal capolavoro hawksiano, rimane una delle pietre miliari della storia del cinema secondo me.

  2. Ciao Alessandra: ti do perfettamente ragione!!!

  3. Maurizio Says:

    Purtroppo, è solo un capolavoro di tecnica. Lo stile, se c’è, è gongiato oltremisura, il personaggio della Pfeiffer non è reso bene, la sparatoria finale involontariamente comica. A distanza di tempo, quando proietto il film ai cineforum dei miei studenti, vedo che ne escono scontenti, molto. La critica lo ha molto ridimensionato (basta leggere Morandini, Mereghetti, Zagarrio e altri), il tempo lo ha trattato male. E, come ha detto Alessandra, non regge il confronto con Hawks. Ora, leggendo queste interviste, scopro addirittura che ha usato tutte queste cineprese, trucchi e colori fantasiosi…e si sminuisce anche De Palma. Che piecere, invece, se lo avesse girato tra mille difficoltà, con la camera 16 mm, due otturatori e vestiti degli attori…

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