Anche Libero Va Bene (2005) un film di Kim Rossi Stuart

Quando guardo un film, ovviamente, mi soffermo sulla parte tecnica(regia, recitazione, fotografia, ecc..), ma una peculiarità importante che eleva i miei gusti sono i dettagli, le espressioni comunicative dei protagonisti o di una carrellata. Soprattutto quelle espressioni ricavate naturalmente. Anche per questo adoro autori come Truffaut, Bergman e David Lynch. Non so se in questo debutto da regista Kim Rossi Stuart(in molti lo hanno criticato, definendolo acerbo e complesso) abbia avuto precisi punti di riferimento da cui partire. Lasciando andare il dvd ho immaginato che provi una certa stima per Truffaut nel modo in cui lavora con i bambini e rende una storia molto comune, semplice,  incisiva, elegante e non manipolabile. Forse sbaglierò..

Con quest’ultimo nobile accostamento vi ho dato delle prime informazioni su Anche libero va bene, dove la vita di un uomo separato con due figli adolescenti nella città di Roma, cambia al ritorno di sua moglie, capace involontariamente  di creare una rottura negli equilibri finora costruiti e, soprattutto, vede poco alla volta sgretolarsi Renato (Kim Rossi Sturt) a tutto questo. . Una storia comune che contraddistingue la società nella quale tutti viviamo. La storia del nostro vicino di casa, di un parente o di noi stessi. Un tema facilmente manipolabile, distribuibile, poichè argomento odierno. Molti autori avrebbero costruito una storia accattivante dove sarebbe emerso il personaggio bruto. Altri ancora avrebbero drammatizzato il punto di vista dell’uomo o della donna, creando una miriade di sottostorie al punto di rendere il film ridondante.

Kim Rossi Stuart ha lavorato al contrario: è partito dal punto di vista di Tommi (interpretato da un bravissimo Alessandro Morace), dal suo sguardo e dalla sua precoce maturità(Tommi ha 11anni)frutto di esperienze, sogni, utopie, ma anche dalla grande forza interiore del ragazzino. Noi spettatori non possiamo non condividere le sue sofferenze, la solitudine e il suo mondo. Non possiamo estraniarci ai fatti che quotidianamente ed inesorabilmente gli accadono. Dal momento in cui lo seguiamo, scopriamo il rapporto che ha con il padre, un ragazzo grande, un’operatore nel mondo dello spettacolo disordinato, confusionario e spesso velleitario. Renato dopo la fuga improvvisa di Stefania(Barbora Bobulova) riesce a costruire e mantenere serenità nella famiglia, responsabilizza i figli, si diverte con loro al punto tale da sembrare il fratello maggiore. Noi non conosciamo il motivo per cui la coppia si è lasciata, perchè già sono separati quando la storia comincia e lo scopriremo solo parzialmente. Renato è un uomo sincero, diretto e severo. Ama Viola (Marta Nobili)e Tommi e il suo amore è contraccambiato con la stima e l’affetto. Il rapporto con Tommi è maggiormente incisivo per la stima che ha  come persona e come sportivo. Crede molto nelle sue potenzialità. E’ il padre, ma al contempo il  migliore amico ed allenatore . Tommi gareggia a nuoto ma ilsuo sogno, come quello di molti adolescenti, è di diventare un calciatore.

Anche il rapporto tra Renato e Viola è cristallino. entrambi sono consci che bisogna mantenere un rapporto sereno per le sorti della famiglia. Lavorare tutti assieme. Viola inizialmente sembra aver subito meno il trauma della fuga della mamma. Riesce a nasconderlo meglio ed esorcizzarlo. Prende in mano i suoi anni senza alcuna paura. E’ spontanea e diversa dal fratello, il quale scava nei pensieri e si isola più facilmente. Tommi osserva il mondo dal tetto della casa dove vive. Lì nasconde i suoi piccoli segreti, fa scherzi e spia con il binocolo le persone e l’orizzonte. E’ la sua libertà, la fuga da una realtà ingrata a lui che a tratti deve obbligatoriamente snobbare. Tommi è un ometto che fotografa con gli occhi tutto ciò che gli accade attorno. Va a scuola, ben ritratta dal regista, dove non si evincono personaggi rumorosi ed esasperati, ma tutto fluisce in modo naturale. La classe di Tommi sulla carta ha un problema non facile da gestire: la presenza di un ragazzo muto.

L’adolescenza e il rapporto con il proprio corpo sono vissuti diversamente dai due fratelli: se da un lato Viola è curiosa nel conoscerlo, seguendo le tappe della crescita psico/fisica di un’adolescente, Tommi sembra aver vissuto tutto e si ostenta ad approfondire. Ha altri pensieri che gli frullano per la testa. E difatti quando viene messo alla prova, dopo aver ricevuto l’attenzione di una compagna di classe, Monica, sbaglia, muovendosi in modo infantile e apparentemente non soffre questo errore. Anche l’amicizia con Antonio, il nuovo inquilino è mantenuto con una certa distanza.

L’improvviso ritorno in casa di Stefania fa esplodere gli equilibri su cui si è fin quì obbligatoriamente lavorato. Poco alla volta riusciamo ad approfondire le personalità dei protagonisti finora ricoperti da una patina di apparenza. Tommi è diffidente, una barriera di insicurezza lo divide dalla giovane madre. Conosce la verità o è stato plagiato dal padre??  Non lo sappiamo. La distanza è trasperente e Stefania fa fatica a creare un rapporto armonioso con il proprio figlio. Ne è conscia. Viola. al contrario, sublima la madre e riceve affetto morboso. Renato, appena ritrova Stefania in casa sputa fuori tutto il rancore represso, sfogando senza più alcun controllo, l’adulterio  continuo che ha subito. Un momento scioccante per i bambini. Alla fine, grazie all’approvazione dei figli, svegliati nella notte, fa ritornare la giovane donna in casa. L’ambiente si trasforma, manca di genuinità. Renato aumenta l’arroganza nel lavoro, mentre Tommi subisce un ambiente che poco alla volta muta. Intravede un plastificarsi delle forme, anche se la famiglia reagisce bene, mostrando un calore esuberante, ambizioso, sicuramente figlio di un compromesso sfiancato dal passato.

Tommi cerca di rafforzare la complicità con Renato, preveggente nel capire che il lavoro pazientemente costruito dal padre rischia di crollare e soprattutto colpirlo in prima persona. Nello stesso istante Viola rafforza la complicità con la mamma, ma a fin di bene, per paura di rimanerne senza. Renato poco alla volta va in tilt, non riesce ad autolimitarsi nei comportamenti. L’arroganza e la presunzione aumenta nel lavoro e nel rapporto con gli altri. In pratica si rafforza ed isola  l’insicurezza. Le ferite non riescono a cicatrizzarsi ed il segno rimane indelebile nel tempo. La stabilità è un surrogato marchiato nella fantasia della famiglia stessa e dalle convenzioni. Stefania cerca di avvicinare a sè Tommi che a sua volta scioglie qualche freno inibitorio, ma la diffidenza centrale rimane. La donna lo percepisce ed una notte,  parlando con l’astuto ragazzino, piange, gli rivendica le minacce subite da Renato nel caso in cui li avesse tenuto con se. Cerca di dimostrargli coraggio, ma il giorno successivo fugge.

Proprio Tommi  al ritorno con la sorella e il padre, viste le luci dell’appartamento spente  avverte i due: “Se n’è andata”. Un segno premonitore. Un malessere avvertito, al punto che anche il padre a la sorella al momento si sentono dei vinti. Ricostruire una seconda volta ora è difficile ed il crollo emotivo colpisce ogni singola persona . Tommi perde la gara di nuoto che l’avrebbe lanciato ma, inaspettatamente, perde l’affetto del padre, il quale comincia a trattarlo come uno sconosciuto, restringendogli completamente la stima. E’ quì che il ragazzino si sente tradito dal proprio eroe e vuole vendicarsi con armi innocenti. Quando il padre gli rifiuta la settimana bianca con il suo amico e la famiglia, Tommi va lo stesso, lanciando un messaggio di autonomia e cercando in qualche modo di lasciar riflettere Renato.Il filo sottile tra i due non si è sciolto.  L’amore non si è spento,  solamente oscurato. Una provocazione per creare  una reazione. Una storia d’amore e di stima tra padre e figlio assorti in mille difficoltà. Quando torna a casa e parla con Renato, questi gli mostra la sua di fiducia: gli promette di iscriverlo alla scuola calcio e di assecondare il suo più grande desiderio. Alla domanda in quale ruolo  vorrebbe giocare gli da l’ultimo consiglio: “Gioca Libero” . La risposta di Tommi “Anche Libero va bene” è l’ulteriore conferma di complicità tra i due.

L’indomani il piccolo  Tommi, uscendo da scuola riceve una lettera della mamma tramite il bidello dove è scritto con semplici parole  l’amore che prova per lui. Il pianto liberatorio di Tommi mette in evidenza, oltre al dolore, tutta l”insicurezza che incrocerà nel futuro. Un pianto che evidenzia la sua incapacità di non riuscire mai a prendere in mano i suoi anni…

Anche Libero Va Bene (2006)

Un film di : Kim Rossi Stuart

Genere: drammatico/sentimentale

Soggetto e sceneggiatura: Kim Rossi Stuart, Linda Ferri, Federico Starnone, Francesco Giammusso

Costumi: Sonu Mishra

Scenografia: Stefano Giambanco

Musiche: Banda Osiris

Montaggio: Marco Spoletini

Con: Kim Rossi Stuart, Alessandro Morace, Barbora Bobulova, Marta Nobili

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