Giulia non esce la sera (2009) un film di Giuseppe Piccioni

Un sentimento di abbandono celato attraverso un gioco formale di libertà si manifesta nelle espressioni di Guido (Valerio Mastandrea) e Giulia (Valeria Golino)rispettivamente scrittore ed istruttrice di nuoto. Due personaggi che occultano la realtà, apparentemente vivi, ma paurosi ed indeboliti dalle convinzioni, il passato e certamente dal futuro.

Guido, candidato alla finale per il suo ultimo romanzo, fantastica sulla vita di molti personaggi e meno, ma è palese che non riesce a vorrebbe mettere ordine nella sua. Nelle sue bozze ci descrive di Eugenio che si innamora di Sophie in una giornata di pioggia e quando entra nel suo negozio rimane basito dal fascino della ragazza. Osserva gli ombrelli zuppi ma non ne compra neppure uno. Solo quando scoprirà che l’affascinante ragazza non lavora più nel negozio, il povero Eugenio proseguirà la sua vita a cercare la sua musa nelle giornate di pioggia battente. Oppure ci viene raccontato di padre Rosario, il quale ha perso lo slancio della fede da quando una giovane frequentatrice della chiesa le confessa che lavora in in night club e da allora i suoi occhi sono su di lei “in questa valle di lacrime”.

Insomma la felicità per Guido è la tristezza che fa le capriole, uno slogan palese durante la presentazione del proprio libro ove sottolinea che “il successo è un malinteso, un’illusione un pò come i premi”.La vita dello scrittore, in effetti, sembra in parte omessa, bloccata dalla propria famiglia. Non ci vive serenamente e si nasconde dietro la scrittura. Benedetta, la moglie, è una donna affascinante, molto raffinata, forse troppo insipida per i gusti di  Guido. Costanza, la figlia, è una bimba goffa, la vittima sacrificale del malinteso rapporto tra i genitori eppure spinta con il tempo a legarsi alla figura paterna. E in più c’è Filippo, il fidanzatino di costanza, un’adolescente prematuramente sviluppato, tutto scienze, matematiche e musica. Insomma il tipico ragazzo secchione e bruttino  che viene puntualmente preso in giro in classe.

La vita di Guido trova sfogo quando decide di iscriversi nella piscina dove la figlia da poco si è ritirata. Qui conosce l’istruttrice Giulia, una bella ragazza, a tratti scontrosa e a volte solare, molto facile a mostrare il lato oscuro e misterioso della sua personalità. Lo leggiamo facilmente dalle espressioni fin troppo trasparenti nell’essere velate da un pensiero che in quell’istante l’attraversa. L’attrazione tra i due è forte, la complicità  pure.come il senso di scoprirsi e di dichiararsi. Giulia rivela a Guido la sua vera identità: è una donna che ha ucciso il suo ex amante, dopo un raptus di gelosia ed ora è stata reinserita nel mondo del lavoro. Qui cambiano le carte in tavola: da un lato Guido osserva con più facilità in faccia la realtà che lo circonda. ossia  un mondo borghese, spocchioso, e qualitativamente superficiale; dall’altro le difficoltà di una giovane donna verso cui prova un qualcosa di forte ma strozzato. Entrambi, però, non riescono a far esplodere la loro passione, le pulsioni forti: il contatto fisico ci sarà ma paga il danno degli errori, della solitudine e gli effetti collaterali della precoce maturità.

A volte sembrano due cuccioli legati ad un guinzaglio, proprio mentre sono fuori dalla piscina, così incapaci a godersi la vita nelle minute ore a disposizione. Hanno paura di trasgredire degli equilibri. Entrambi sanno di aver commesso degli errori:  Giulia li riconosce con evidenza mentre  Guido li reprime e strozza attraverso bozze di romanzo che non riesce a concludere. Giulia ha una figlia e un marito abbandonati improvvisamente da 9 anni. Per la figlia di 16 anni ha sempre provato amore e soffre all’idea costante di non averglielo potuto mai trasmettere, chiarirlo, guidarlo. Giulia si è emarginata nel vuoto non così distante dal suo nuovo complice, un uomo che sfugge ad urlare il proprio dissenso verso la moglie.

La lettera che scrive in nome della madre alla ragazza trova una risposta amara nell’incontro che le due otterranno. Giulia ha delle aspettative importanti, intravede dei raggi deboli di sole, vorrebbe farsi penetrare da essi, ma riceve disprezzo, menefreghismo, indifferenza.

Giulia non vuole più nessuna prescrizione di libertà, vuole concludere il suo periodo di pena in una cella sola. Guido a sua volta lascia la piscina, le sue 25 vasche di nuoto che lo esiliavano da pensieri più profondi. 25 vasche fantastiche capaci di lasciarti osservare solo l’acqua attorno a te, ascoltare pochi rumori, pensare al nulla o quasi. Concentrarsi solamente al bordo piscina, al numero rimanente di metri da percorrere con bracciate. Ognuno torna nella via nella quale è trascinato da molto tempo.Nel frastuono per l’uno familiare nel pensiero toccante per l’altra. Una storia forte, resa gradevole, piacente da un grandissimo Valerio Mastandrea e una bravissima Valeria Golino ai quali si aggiunge una semplice ma alquanto espressiva regia di Giuseppe Piccioni.

Giulia Non Esce La Sera (2009)

Un film  di: Giuseppe Piccioni

Soggetto e sceneggiatura: Giuseppe Piccioni, Federica Pontremoli

Aiuto regia: Sophie Chiarello

Assistente alla regia: Chiara Polizzi

Montaggio: Mimmo Granata

Fotografia: Luca Bigazzi

Musiche: Baustelle

Con: Valerio Mastandrea, Valeria Golino, Sonia Bergamasco, Domiziana Cardinali, Jacopo Domenicucci

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