Archive for the cinema francese Category

La Camera Verde (1978) un film di F. Truffaut

Posted in cinema francese, cinema francese; nouvelle vague with tags , , , , on giugno 6, 2010 by alessandro dionisi

Francia anni’20. Un periodo storico molto difficile per il mondo intero e soprattutto per la Francia atta a ricostruirsi interiormente dopo l’esperienza della Grande Guerra.

Julien Davenne. scrive per Le Globe, un vecchio giornale i cui anziani abbonati stanno scomparendo e molti altri di sono disaffezionati. Julien vive con la governante Madame Rambaud e  il piccolo sordomuto George. L’uomo ha combattuto durante la prima guerra mondiale e dietro sè porta i traumi di quegli anni. Brama sofferenza forte per la morte della moglie, un evento che probabilmente gli ha cambiato molto gli orizzonti, le prospettive e la fiducia. Traumi che hanno scavato nel suo carattere, rendendolo introverso, cupo, impalpabile. Egli ha un solo scopo nella vita: tributare un culto costante e assoluto ai morti che nella vita gli sono stati cari. Il personaggio rappresentato da Truffaut  non è uno psicopatico, non è un malato ossessionato dall’idea della morte, non è un necrofilo. Anche se può sembrare tutto questo è parchè ha dei comportamenti di una persona ossessionata dalla morte. Egli è convinto che i morti ci appartengano se non scegliamo di appartenere a loro. E in questa occasione coivolge una donna. Cécilia, il cui destino è legato al suo, per aver frequentato l ‘uomo che egli ha più detestato. Di fronte abbiamo così una persona di pochissime parole, con un mondo interiore probabilmente sempre in movimento; l’uomo incapace di placare il dolore. Continua a leggere

La signora della porta accanto (1981) – un film di Francoise Truffaut

Posted in celluloide, cinema francese, cinema francese; nouvelle vague with tags , , , , , on ottobre 12, 2009 by alessandro dionisi

signora8Ci troviamo nei pressi di Grenoble. Gli effetti devastanti di una storia di fantasmi che riemergono dal passato, dal buio della mente, si impressionano nella pellicola di Truffaut, La signora della porta accanto.

La signora Odile Jouve (Véronique Silver) che gestisce il circolo di tennis locale, senza poterne giocare perché ha una protesi alla gamba destra, introduce la storia di Bernard e Mathilde a noi spettatori: il dramma, però, si è già consumato.

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Jean Renoir: presentazione di “Une Partie De Campagne”

Posted in cinema francese, testimonianze with tags , , , , on dicembre 6, 2008 by alessandro dionisi

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Intervista tratta dal Dvd – Une partie de campagne

“Una gita in campagna”..

Da molto tempo avevo voglia di girare un cortometraggio che avesse la stessa accuratezza di un lungometraggio. Di norma i cortometraggi si fanno in pochi giorni, sono rafforzati, a volte interpretati da attori non molto bravi e girati con mezzi tecnici inferiori.

Ritengo che, girando un cortometraggio in modo accurato, questo avrebbe potuto far parte di un programma composto da diversi cortometraggi. La mia idea era quella di fare un film della durata di circa 40 minuti. Continua a leggere

Il raggio verde (1986) di Eric Rohmer

Posted in celluloide, cinema francese, cinema francese; nouvelle vague with tags , , , , , , , on giugno 8, 2008 by alessandro dionisi

A cura di Alessandro Dionisi

Il Raggio Verde presenta tre momenti di solitudine in mezzo alla natura che in questo modo scandiscono il film.

Il Raggio Verde di Eric Rohmer è costruito, in pieno stile al regista ed alla Nouvelle Vague, durante le riprese. Le parole definitive sono state trovate nei luoghi dove lui stesso andava a girare.

La protagonista è una ragazza atipica, Delphine, una segretaria che si vede lasciare pochi giorni prima di cominciare le vacanze dal proprio ragazzo Jean- Pierre che mai incontreremo durante il film. La ragazza ha un periodo di ferie da gestire. Delphine cerca un posto per sé, poiché il piccolo/grande dramma del film è il suo rivendicare un’impossibile diversità, l’inadeguatezza a riuscire a star bene, serena, nelle ferie divenute di massa e d’obbligo sociale. Difatti sia dalla sorella che dalle varie amiche che andrà a trovare verrà rimproverata puntualmente per essere non proprio intraprendente, poco socievole, incapace di esprimersi con la gente e di voler marcare in assoluto la timidezza. Delphine in parte lo è, ma è anche una ragazza che vede cambiare il sapore naturale delle stagioni, riempite dai chiassosi rumori e dai corpi nei luoghi. È una ragazza romantica che non riesce ad esprimerlo di fronte alle persone che si trova di volta in volta avanti. Sa che mal la comprenderebbero, visto che il primo gesto che compie a contatto con la gente è l’osservare. Continua a leggere

Le due inglesi (1971)

Posted in cinema francese, cinema francese; nouvelle vague with tags , , , , , , , , , on giugno 3, 2008 by alessandro dionisi

Questa notte ho rivissuto la nostra storia. Un giorno ne farò un libro. Muriel pensava che il racconto delle nostre traversie avrebbe potuto servire a qualcuno.

Il film, tratto dal romanzo “Le due inglesi e il continente” di Henri Rochè, è un diario vero e proprio di ricordi cosi forti, reali e non simbolici nel quale Truffaut volle recitare la voce off, ripetendo l’esperienza del dottor Itard ne “Il ragazzo selvaggio”. I personaggi parlano la lingua di Rochè, fatta di frasi corte, essenziali, pronte a fornire informazioni immediate e senza ricorrere a simboli, figure complicate e metafore. L’ambiente iniziale è quello parigino dove Claude (Jean-Pierre Lèaud)fa conoscenza di Anne Brown, una giovane gallese figlia di un’amica della madre. L’amicizia è immediata, colorata da rumore interiore che mostra subito la differenza di due classi borghesi, inglese e francese, difese ambedue. Difatti Anne parla degli inglesi come “persone meno vive ma più logiche ed estrose allo stesso tempo e di come i francesi siano maggiormente bugiardi, ma basta prevenirli per mantenere le cose a posto”. Continua a leggere

Incontri a Parigi

Posted in cinema francese, cinema francese; nouvelle vague with tags , , , , on aprile 13, 2008 by alessandro dionisi


INCONTRI A PARIGI (1995)

Ci sono persone che camminano per Parigi, girano in tondo e non in modo rettilineo. I raggi cadono e la bellezza si scioglie. Nulla di artefatto, nessun set programmato. Questa è lo stile che contraddistingue una corrente cinematografica, la Nouvelle Vague, ed uno dei suoi registi più significativi: Eric Rohmer. Già, poiché nel 1995 esce un film che solca una delle correnti cinematografiche maggiormente affascinanti. Nessuna nube oscura il cielo in questi tre episodi (Le rendez-voux de 7 heures; Le bancs de Paris; Mere et enfant)

Il regista francese mette in luce la Parigi degli incontri mancati, la Parigi segreta, l’ambiguità dei personaggi e dei sentimenti, ma anche la cartolina di una città dove la folla indistinta si muove naturalmente davanti la macchina da presa, a sua volta invisibile, per fa sì che anche gli attori si muovano a tutto tondo, prescindendo dalle reazioni della gente. La macchina da presa è lì a cogliere i rumori di fondo, senza alcuna organizzazione nello spazio, senza nessuna impostazione. Sono le circostanze o il caso, come ha descritto Renoir, ad avere un ruolo principale.

Incontri a Parigi rimanda al cinema di Godard, alla non pianificazione del lavoro industriale nel cinema. Nessuna costruzione, bensì la spontaneità di attori giovani studenti di cinema, perfetti nel compito di mettere in serie i vizi, la tentazione, la frustrazione e i sogni della generazione di ventenni degli anni Novanta. La messa in scena è altrettanto perfetta e solare. Continua a leggere