Archive for the germania Category

Paris, Texas (1984) Un film di Wim Wenders

Posted in celluloide, cinema, germania with tags , , , , , , , , , on agosto 26, 2008 by alessandro dionisi

Travis in uno stato catatonico cammina lungo un paesaggio desertico, dove il fuoco taglia l’aria, e nessun Dio unisce il giorno e la notte, ma solo la volontà e la forza del cosmo. Beve l’ultimo sorso d’acqua dalla sua borraccia e lo sguardo non distingue un obiettivo sicuro, mentre la sua identità ci appare immediatamente stordita, immersa nella totalità dello spazio, attraversata con passi meccanici. La filosofia del tramp, il vagabondo americano, in fondo è anche questa . Il tramp dorme sotto le stelle, non ha alcuna meta perché la sua meta è ovunque. Siamo nel sudovest del Texas e Travis ci compare dal nulla. Con il suo aspetto sonnambolico entra dentro un bar ridotto all’inezia, apre il frigorifero senza guardarsi intorno, ingerisce del ghiaccio e sviene a terra. Continua a leggere

Noi, i ragazzi dello zoo di Berlino (1981)

Posted in celluloide, germania with tags , , , , , , , , , , on giugno 13, 2008 by alessandro dionisi

Nel 1981 Uli Edel, ricostruisce la vera storia di Christian, che ebbe il suo primo approccio con l’eroina a soli 13 anni, mostrando la drammaticità cruda degli ambienti periferici di Berlino, dove la giovane si trasferì da bambina.
Il regista, mette in evidenza l’ombra oscura delle droghe che avanzava di pari passo alla crescita economica dello stato, ovvero quella facciata impeccabile di cui nessuno ne parlava e che maturò morti su morti tra i giovanissimi.
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Celluloide

Posted in celluloide, cinema, germania with tags , , , , , on aprile 8, 2008 by alessandro dionisi

Falso Movimento (1975)

Wilhem lascia la sua piccola città natia, poiché la soffre, lo corrode e lo infastidisce. È alla ricerca del tutto, essendo uno scrittore in vesti romantiche. Ma alla stessa stregua conosce perfettamente i suoi limiti, l’incapacità di relazionarsi con le cose. La sua è sicuramente una ricerca che va oltre la possibilità di scrivere e di esplorare fisicamente nuovi luoghi. Nel suo viaggio che attraversa la Germania Occidentale (siamo nel 1975)di volta in volta si inseriscono dei personaggi che perseguono probabilmente l’obiettivo ma con mezzi differenti.

Wilhem è una magnetica attrazione dei girovaghi: difatti nello stesso scompartimento siedono Mignon e Lafrest, una coppia enigmatica di differente età che gli mostrano interesse ed entusiasmo, malgrado essere una persona non loquace. Mignon (Natassia Nakszynsky) è una ragazza piccola, affascinata dal velo misterioso dello scrittore. Lo scruta e lo osserva profondamente senza un attimo di pausa. Cerca di sedurlo con gesti dolci o con il sue doti artistiche, mostrando un morboso bisogno di vicinanza. Lafrest, contrariamente, è un uomo grande di età dal passato indecifrabile che nasconde con volontà e racconta solamente in piccole dosi. L’uomo suona una piccola armonica che accompagna le performance della ragazza, ma più che altro è colui che si sbriga a racimolare le monete che Mignon guadagna nelle piazze dove si esibiscono. Lafrest si vanta del suo passato da atleta ed è un personaggio che proprio non nutre le simpatie di Wilhen, pronto a punzecchiarlo in ogni occasione. Difatti ne esce fuori un uomo in buona parte nostalgico della politica del Fürer e della scienza. Inoltre perde facilmente sangue dal naso (“quando ricordo”, racconta) ed è alla ricerca di un’identità attraverso il viaggio.

Lo smarrimento che contorna i personaggi fin qui conosciuti è la caratteristica anche di Therese, Bernhard Landau e dell’industriale suicida. Therese è un’attrice magnetizzata da Wilhen. I loro sguardi si incrociano nella fluidità del movimento delle macchine che viaggiano parallelamente sui binari di una Germania solitaria. Anche Therese tenta con difficoltà di ritrovarsi. La eccita la lontananza che lui riesce ad avere dalla realtà, in modo così originale e diverso da chi si ostenta a provarci. Un distacco che è solo in realtà una forma insuperabile di solitudine.

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