Cronenberg è la condizione umana

Posted in testimonianze with tags , , , , on gennaio 7, 2010 by alessandro dionisi

CINEMA / HAIKU

CRONENBERG E’ LA CONDIZIONE UMANA

Di Mario Sesti, Story Departmen

– In “Dead Ringers” (“Inseparabili”) lei fa dire ad uno dei personaggi che se si potesse vedere il corpo umano dall’interno, esso avrebbe una bellezza – di colori, forme e strutture – forse ancor più interessante di quella a cui siamo abituati. È un po’ come dire che la nostra concezione della bellezza è stata dominata dall’arte classica, da Fidia e dalla grande arte antica, per intenderci, ma che ce ne potrebbe anche essere una completamente diversa che riguarda il corpo e che è a noi completamente sconosciuta

David Cronenberg: ” Uno dei gemelli, Elliot, nel film, afferma: ‘Perché non ci sono concorsi di bellezza per l’interno del corpo umano ma solo per il suo esterno?’. Ciò significa che non abbiamo ancora affrontato la totalità di ciò che siamo. Secondo me, il corpo umano è il fattore primario dell’esistenza umana. Ed è facile perdere di vista questo fatto perché, ad un certo punto, vi sono numerose forze nella cultura e nella società umana che tentano di sviare l’attenzione da questa realtà, e ovviamente intendo la religione, molta arte, il lavoro e le interazioni sociali. Molte sono le cose che ci aiutano ad evadere dalla realtà del corpo umano che per me, ateo che non crede ad una vita ultraterrena ed allo spirito che vive separatamente dal corpo, è un’evasione dalla realtà della condizione umana. Continua a leggere

Annunci

Anche Libero Va Bene (2005) un film di Kim Rossi Stuart

Posted in cinema, cinema italiano, Uncategorized with tags , , , , , on dicembre 30, 2009 by alessandro dionisi

Quando guardo un film, ovviamente, mi soffermo sulla parte tecnica(regia, recitazione, fotografia, ecc..), ma una peculiarità importante che eleva i miei gusti sono i dettagli, le espressioni comunicative dei protagonisti o di una carrellata. Soprattutto quelle espressioni ricavate naturalmente. Anche per questo adoro autori come Truffaut, Bergman e David Lynch. Non so se in questo debutto da regista Kim Rossi Stuart(in molti lo hanno criticato, definendolo acerbo e complesso) abbia avuto precisi punti di riferimento da cui partire. Lasciando andare il dvd ho immaginato che provi una certa stima per Truffaut nel modo in cui lavora con i bambini e rende una storia molto comune, semplice,  incisiva, elegante e non manipolabile. Forse sbaglierò.. Continua a leggere

Il regista e il processo psicoanalitico (leggendo la rivista Cinema nuovo)

Posted in testimonianze with tags , , , , , , , on dicembre 17, 2009 by alessandro dionisi

Saggio tratto da Cinema Nuovo, maggio-giugno 1990

di Nicola Peluffo

In un’intervista pubblicata su Cinema Nuovo (giugno 1982)Franca Durazzo mi rivolse una domanda circa quello che il regista di un’opera filmica può richiedere ad uno psicologo. Nella risposta avanzavo l’ipotesi che la consulenza dello psicologo per il regista fosse poco importante. e che l’ideale sarebbe stato che uno psicologo o uno psicoanalista facessero direttamente un film. Partivo dal punto da un punto di vista che uno specialista della materia fosse la persona più adatta per descrivere attraverso l’utilizzazione dei personaggi dell’agire dell’immagine filontogenica sia nella situazione di relazione della vita di veglia che di quella onirica. Un soggetto affascinante sarebbe stato la descrizione delle serie oniriche degli appartamenti ad uno stesso gruppo familiare (parenti e affini)e, come ho detto prima, il loro impasto, in quanto induttori di situazioni di vita sociale, con gli elementi della vita diurna. Per qualche ragione non ricordavo che tale esperienza, anche se non direttamente da uno specialista della materia, era già stata messa in atto da uno dei più grandi conoscitori “naturali” della psiche umana: Ingmar Bergman.

Continua a leggere

Eleanor Coppola: Appunti dietro la cinepresa di Apocalypse Now

Posted in apocalypse now, Uncategorized with tags , , , , , , on dicembre 10, 2009 by alessandro dionisi

Manila, maggio

Per certi versi vivere a Manila è come tornare indietro con nel tempo. Per esempio le piante di plastica sono assolutamente di moda, e care, anche: mentre quelle quelle vere sono a buon mercato. Con circa quattro dollari si può trovare una palma da giardino molto grande, in America ci vorrebbero almeno 50 dollari.  I bei cesti intrecciati a mano sono considerati roba da turisti, loro preferiscono la plastica. Il gelato viene fatto in deliziosi recipienti di latta, che quì buttano via. Le bustine di tè sono fatte di tela; il latte arriva in bottiglie che bisogna rendere. Sembra che i cibi surgelati comincino a farsi largo. Continua a leggere

Sweet Sixteen (2002) un film di Ken Loach

Posted in cinema, Gran Bretagna with tags , , , , on dicembre 9, 2009 by alessandro dionisi

Sweet Sixteen, è una straordinaria pellicola di Ken Loach che racconta una storia d’amore  di un figlio verso la propria madre, pronto a qualsiasi sacrificio pur di averla accanto nuovamente a se, nella grigia e tetra Greenok, non lontana da Glasgow. Un piccolo centro dove esiste un elevato tasso di disoccupazione che annienta le persone ogni giorno che passa, rendendole, a lungo andare, chiuse a se stesse, incapaci di comunicare e solitarie. Un affresco, insomma, non troppo solare. Continua a leggere

Scarface:la creazione [seconda parte]

Posted in testimonianze with tags , , , , , , on novembre 29, 2009 by alessandro dionisi

Brian De Palma: Credo sia importante sottolineare che i ladri si godono i soldi che rubano. Insomma, se la spassano. Il mondo della cocaina è un mondo pazzo. Non è tutto cupo , non ci sono solo morti ed omicidi. E’ divertente!! I locali sono divertenti. Le ragazze sono divertenti. Tutto questo ha un prezzo, ma bisogna mostrare perchè lo fanno. Saranno anche assassini, ma sono piuttosto vivaci. Volevo che ci fosse quel suono elettronico da discoteca. Era quello che andava nei locali di allora. Era quello per cui vivevano. E’ un sound molto adatto alla cocaina. Vai in uno di quei posti, ti spari una o due strisce, alzi il volume fino a poter a malapena respirare e poi fai casino!! Continua a leggere

Scarface: la creazione [prima parte]

Posted in testimonianze with tags , , , , , on novembre 23, 2009 by alessandro dionisi

Brian De Palma: All’inizio pensavo di girare tutto il film a Miami, perchè la storia è ambientata li. Cercammo delle location in Florida e volevamo andare lì. Ma la comunità cubana si sentiva oltraggiata dal modo in cui la dipingevamo e ci cacciò via dalla città. Credo che la cosa più stupefacente di Al Pacino sia il suo volto. Quando si gira durante le prime riprese, si vuole fare in modo che il protagonista abbia un’entrata ad effetto. E la faccia, il personaggio, la camicia assurda che indossa, la cicatrice, il modo in cui si muove e parla. Vuoi colpire il pubblico con qualcosa che non ha mai visto. Era stato visto tutto al Tg, ma nessuno l’aveva mai visto in un film. Il modo in cui i Gangster cubani parlano e si muovono è perfettamente rappresentato in quel primo piano. Oliver ha scritto questa scena benissimo. Aveva paura che la cicatrice che si vedesse potesse sembrare finta, fosse troppo grande, troppo piccola. Così abbiamo fatto parecchie prove trucco fino a quando eravamo tutti soddisfatti.

Continua a leggere