Archivio per manila

Eleanor Coppola – Appunti dietro la cinepresa di Apocalypse Now

Posted in apocalypse now with tags , , , , , on febbraio 11, 2010 by alessandro dionisi

Iba, 21 maggio

Stamattina siamo andati ad Iba, che a circa venticinque minuti di volo da Manila. Si lavorerà qui per le prossime sei settimane di lavoro. E’ sulla costa, non è bella come Baler, forse è solo colpa del brutto tempo. La luce è grigia e il tempo solleva la sabbia piatta dentro i camion con le attrezzature e nella zona della mensa.

2, 00 de pomeriggio. A pranzo l’aiuto regista stava cercando una quarantina di volontari che l’aiutassero, perchè la lancia su cui c’è la cinepresa ha rotto gli ormeggi e la PRB ha l’ancora che si trascina a fondo. Il tifone sta sempre dirigendosi verso di noi, la pioggia continua a battere incessantemente, il vento pure. I teli di plastica messi per coprire la zona mensa cominciano a volare via. I sacchetti di sabbia non riuscivano a tenerli a posto.

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Eleanor Coppola: Appunti dietro la cinepresa di Apocalypse Now

Posted in apocalypse now, Uncategorized with tags , , , , , , on dicembre 10, 2009 by alessandro dionisi

Manila, maggio

Per certi versi vivere a Manila è come tornare indietro con nel tempo. Per esempio le piante di plastica sono assolutamente di moda, e care, anche: mentre quelle quelle vere sono a buon mercato. Con circa quattro dollari si può trovare una palma da giardino molto grande, in America ci vorrebbero almeno 50 dollari.  I bei cesti intrecciati a mano sono considerati roba da turisti, loro preferiscono la plastica. Il gelato viene fatto in deliziosi recipienti di latta, che quì buttano via. Le bustine di tè sono fatte di tela; il latte arriva in bottiglie che bisogna rendere. Sembra che i cibi surgelati comincino a farsi largo. Continua a leggere

Eleanor Coppola: appunti dietro la cinepresa di Apolypse now

Posted in apocalypse now with tags , , , , , on novembre 1, 2009 by alessandro dionisi

santo5Baler, 13 maggio

Il sabato porto i bambini sul set. Roman curiosa nel reparto trucco dice che oramai sa dipingere una ferita da pallottola bene come l’aiuto truccatore. Oggi la compagnia gira in zona della giungla vicino alla città. A pranzo abbiamo mangiato nel cortile della scuola. C’erano talmente tante mosche  che con la mano sinistra le scacciavo e con la destra continuavo a mangiare. I filippini sembravano non farci caso. Una donna stava mangiando alla tavola vicina due piatti di riso e le mosche sopra di lei sembravano dei grappoli viventi. Mi sono accorta che il lungo e rustico tavolo su cui stavamo mangiando era di mogano massiccio.

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Eleanor Coppola: appunti dietro la cinepresa di Apocalypse Now

Posted in apocalypse now with tags , , , , , , on luglio 21, 2008 by alessandro dionisi

Manila, 29 aprile

Sul jet di ritorno da Baler, mi sono messa a sedere al posto della seconda fila. La grande finestra laterale era come una specie di film proiettato solo per me. Volavamo appena sopra l’acqua: i contorni leggeri dei pesci in trasparenza sembravano giganteschi dipinti grigio-azzurri di Paul Klee. Poi siamo arrivati sulla costa: potevo vedere i canali e file e file di spiazzi ben delineati, dove si fa il sale attraverso l’evaporazione dell’acqua del mare. A un certo punto ci siamo trovati in un sandwich di nuvole, sopra e sotto di noi, l’aereo, le cime delle montagne  e il disco dorato  del sole  erano  in uno spazio chiaro nel mezzo. Dalla radio giungevano gracchianti e forti le disposizioni del traffico aereo, come se tutti gli aerei della zona si preparassero ad atterrare prima del buio, per il coprifuoco voluto dalla legge marziale. Continua a leggere

Eleanor Coppola: Appunti dietro la cinepresa di Apocalypse Now

Posted in apocalypse now with tags , , , , , on luglio 5, 2008 by alessandro dionisi

Manila, 28 aprile

Questa settimana Francis ha avuto due incontri con il cast per leggere il copione. Gli attori erano assolutamente entusiasti, ma Francis è in uno stato di profonda tensione ha paura che il copione abbia si qualche buon personaggio secondario e qualche buona scelta, ma pensa che i personaggi di Willard e di Kurtz non siano ancora risolti e qui sta il punto cruciale del suo gigantesco lavoro. Mi ricordo la sua ansia e i profondi conflitti interiori che ha avuto con il copione di Il Padrino – Parte II, adesso che ci penso col senno di poi, pareva che allora si dibattesse proprio con i temi chiave della sua stessa esistenza: i soldi, il potere, la famiglia. Adesso si sta confrontando coi temi del viaggio di Willard dentro se stesso e con le verità di Kurtz, che sono dei problemi che non ha ancora risolto dentro di sé: così sta vivendo un enorme conflitto interiore: la soluzione di questa sceneggiatura sarà la sua soluzione, cioè la comprensione di sé. Insomma, lui pensa che andrà fino in fondo a se stesso, e insieme a questa sceneggiatura, o fallirà e quindi profondamente sgomentato. Pensando al passato, forse è proprio questo il motivo per cui lui ha sempre lottato su tutti i suoi copioni. Cominciando da Non torno a casa stasera, trattando gli stessi temi che si sta ponendo lui in questo periodo, non sono state mai questioni che ha già risolto e che quindi possono essere staccate da sé e oggettivare.

Eleanor Coppola: appunti dietro la cinepresa di Apocalypse now

Posted in apocalypse now with tags , , , , , , on maggio 29, 2008 by alessandro dionisi

Quando le riprese sono finite e si spengono le luci, pare che il tempo in pochi secondi faccia un balzo avanti.

Baler, aprile

Hanno montato sugli elicotteri dei portelli con delle pinze di sicurezza nei cardini, in modo da poterli togliere in fretta, per montare le cineprese. Continua a leggere

Eleanor Coppola: Appunti dietro la cinepresa di Apocalypse Now

Posted in apocalypse now with tags , , , , , , on aprile 20, 2008 by alessandro dionisi

Manila, 11 marzo

Sono appena stata all’ufficio di produzione. La compagnia ha affittato una parte degli studi cinematografici filippini, che si trovano nella parte bassa di Manila. Sono passata dalla sezione artistica, dove c’erano Dean Tavoularis, il direttore artistico, suo fratello Alex, Angelo Graham, Bob Nelson e il loro coordinatore delle costruzioni, John La Sandra. Non li vedevo tutti insieme dai tempi di Il Padrino- parte II.

Pareva di ritrovarsi tra parenti stretti. C’erano uffici con gente che esaminava delle mappe, prendeva delle informazioni da piloti e camionisti per vedere come fare a trasportare tutta la troupe fino al grosso campo, a Baler, che è a sei ore di distanza su una brutta strada di terra battuta. In aereo occorrono solo trenta minuti. Continua a leggere