Archivio per persona

Il volto e l'”oltre” in Bergman narratore moderno

Posted in testimonianze with tags , , , , , , , on gennaio 18, 2010 by alessandro dionisi

Articolo di Cinema Nuovo, maggio-giugno 1990

di Guido Aristarco

Se la faccia è la parte più espressiva dell’uomo, se non delle figurazioni che assume è la più vistosa denuncia della persona, della presenza inesorabile del “di là da noi stessi”, per darci tipi di nevrosi- familiare, di destino, attuali e di scacco, individuali, collettive e miste-il grande regista svedese si immerge in un singolare cinema antropomorfico dove l’elemento orientatore principe sono il primo piano e il primissimo piano, la microfisionomia che sposa l’arte alla scienza, e le tonalità della luce.

“Il cinema non ha nulla a che vedere con la letteratura: i caratteri e l’essenza di queste  forme d’arte sono solitamente in conflitto”. ” E’ soprattutto  a causa di tali differenze […]che dovremmo fare film tratti dai libri”. ” Personalmente non ho mai avuto l’ambizione di essere uno scrittore. Non desidero scrivere romanzi, racconti, saggi, e nemmeno levori teatrali […]Io sono un cineasta, non sono uno scrittore”. Così parla Ingmar Bergman.

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“Il mucchio selvaggio”: i video che non ci stancheranno mai

Posted in il mucchio selvaggio with tags , , , on maggio 12, 2008 by alessandro dionisi

Persona (1966) Ingmar Bergman

Persona (1966)- Ingmar Bergman

Posted in celluloide, cinema with tags , , , , on maggio 11, 2008 by alessandro dionisi


In una freddo e spoglio ospedale, tra le vetrate livide e i muri chiari, è ricoverata Elisabeth, un’attrice tragica che durante le prove dell’Elettra di Sofocle, si è bloccata improvvisamente guardandosi impaurita, ponendo lo sguardo nel vuoto.

Il mutismo della giovane attrice desta i sospetti della Dottoressa che la tiene in cura. La sua ostinazione è così forzata e volontaria che arriverà a dirle, al momento del congedo dalla clinica ospedaliera e il proseguimento della cura con una giovane infermiera: ” Vorrei sapere fino a che punto continuerai a recitare..”

In una accogliente e spaziosa casa al mare della Dottoressa, Elisabeth ed Alma ora dimorano. Quest’ultima è una giovane ragazza di venticinque anni che si è prefissa dei semplici obiettivi nella vita, pienamente soddisfatta di averne raggiunti alcuni e ottimista per gli altri.

Alma ed Elisabeth, capaci di trasformarsi in un’unica persona: attraverso il vampirismo degli sguardi, il silenzio della seconda e nell’iniziale stato inerme poi trasformato della prima. Ma anche nell’indispensabilità finale dell’una verso l’altra. Continua a leggere